Mia Madre – Nanni Moretti

Mia Madre, è un film apertamente autobiografico per Nanni Moretti. E’ la storia delle ultime settimane di vita di una donna e dei suoi due figli, interpretati dallo stesso Moretti e da Margerita Buy, e delle complesse interazioni familiari che avvengono in queste situazioni. Margherita è una regista di successo e Giovanni, suo fratello, è un ingegnere, che ha preso un periodo di aspettativa per prendersi cura della madre malata.

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 E’ un film introspettivo per Moretti,  ma anche per gli spettatori, tutti ci siamo riconosciuti ed identificati nel ruolo di figli che devono accompagnare un genitore in questo inevitabile percorso. Tutta la gamma di sentimenti provati in tali situazioni è messa alla luce in questo intenso film: dall’incredulità di Margherita, alla razionalità di Giovanni  quando ricevono la notizia delle gravi condizioni della madre; dal rifiuto di accettare la realtà di Margherita, alla praticità di Giovanni; dalla rabbia di Margherita, alla dolorosa rassegnazione di Giovanni; dal dolore di Margherita e di Giovanni al desiderio di cambiamento di quest’ultimo.

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Ma non sono solo i loro sentimenti in quanto figli, e le loro reazioni  che vengono allo scoperto, ma anche lo stato d’animo di Ada, la madre (Giulia Lazzarini). L’attenta caratterizzazione psicologica di una persona che è gravemente malata e alla quale è stata taciuta la verità è profondamente realistica e in un certo senso, sconcertante, poiché ci forza a calarci nel ruolo del paziente, e a vedere le cose anche dal suo punto di vista: a capire e a non capire, ad accettare quel che fondamentalmente si sa , e a volersi illudere che non sia cosi’.

Superba l’interpretazione di John Turturro nella parte dell’eccentrico, ma terribilmente umano attore americano, venuto per lavorare nel film di Margherita, offre dei momenti di ‘comic relief’ in un film che è profondamente drammatico perché reale e realista, nonostante i soliti tocchi di surrealismo di Moretti. I protagonisti vengono forzati dalla situazione a percorrere un viaggio interiore, a guardarsi dentro e confrontare non solo le loro emozioni del momento, ma anche chi sono e come si rapportano con gli altri. Notevole anche l’interpretazione di Beatrice Mancini nella parte di Livia, la figlia di Margherita.

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Non un film facile da vedere, ma ne vale certamente la pena, per la sua capacità di guidarci attraverso un percorso che, chi più chi meno, abbiamo tutti vissuto. Tramite questa pellicola, questa volta però siamo spettatori, possiamo guardare e riconoscerci, confrontarci e confrontare i sentimenti e le emozioni provate...’Mia Madre’ risponde cosi’ ad una necessità antica, tradizionale, delle origini dello ‘spettacolo’ teatrale…quello della catarsi.

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Simona Caruso