Il racconto dei racconti

è un film a episodi, collegati tra di loro, del 2015 co-scritto, co-prodotto e diretto da Matteo Garrone, al suo primo film in lingua inglese. Il film è l’adattamento cinematografico della più antica  raccolta di fiabe Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicata postuma tra il 1634 ed il 1636 e scritta in napoletano.

Sinopsi: Ambientato nel XVII secolo è la raccolta di tre storie: nella prima  una regina (Salma Hayek) è infelice perché, tormentata dal desiderio di avere un figlio che purtroppo non arriva e per il quale sacrifica la vita del marito. La seconda storia invece narra di un re erotomane (Vince Cassel) che si innamora di una fanciulla, avendola sentita cantare, ma in realtà la voce che ha sentito appartiene ad una di due anziane sorelle che fanno leva su quest’equivoco per attirare le attenzioni del re, sempre alla ricerca di giovani fanciulle. La terza, infine,  racconta di un sovrano (Toby Jones)  che, avendo allevato una pulce, cresciuta a dismisura, come un animale domestico, alla morte di questa, organizza un torneo per dare in sposa la figlia contando sul fatto che nessuno dei pretendenti supererà la prova da lui ideata. Il sovrano usando, infatti, la pelle della pulce morta, indice una gara e chiunque indovini da quale animale provenga la pelle, potrà avere in sposa la principessa. Così sua figlia non lascerà il suo fianco e i confini angusti del loro castello. Purtroppo in nessuna di queste storie le cose andranno secondo i piani.

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Il risultato è una serie di immagini potenti ed evocative, rafforzate da un’incredibile fotografia e scenografia e costumi sontuosi che magistralmente riproducono lo stile dell’epoca, ma soprattutto un calderone di  sentimenti, desideri e crudeltà, cosi’ come vuole essere una  rappresentazione dei pensieri del regista sulla natura dell’amore, manifestato qui nelle sue più disparate forme: dall’amicizia, dei due fratelli all’affetto delle due vecchie sorelle, ma anche all’amore egoista del re verso sua figlia ed a quello possessivo e dominante della regina verso suo figlio, a quello lascivo del re, interpretato da Vince Cassel, per giovani ragazze.  “Il regista, qui ripropone temi a lui cari – la trasformazione del corpo, la passione accecante, l’inganno” (Paolo Casella) usando allegorie cinematografiche e fotografiche codificate attraverso il linguaggio fantastico del racconto fiabesco.