Contagious – epidemia mortale

Che nei paesi anglosassoni è uscito con il titolo di Maggie, è la storia di una terrificante epidemia che si sta diffondendo a macchia d’olio negli Stati Uniti, che trasforma le persone in zombie. Coloro che vengono colpiti dal contagio devono essere messi in quarantena in ospedale o con i loro cari che dopo averli visti trasformare in zombie devono separarsi da loro con la forza. Maggie una sedicenne orfana di madre, viene colpita dal virus ed il padre – Arnold Schwarzenegger – la aiuta a fuggire e veglia su di lei nelle sue ultime settimane di vita, cercando di proteggerla dalla polizia e sperando in una cura che possa salvarla.

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 Contagious è la prima pellicola di Henry Hobson ed è diverso dagli altri film di zombie. Non ci sono folle di morti viventi, e non devono essere colpiti alla testa per essere uccisi e non c’è molto sangue paragonato agli altri film horror, perchè in realtà non è un film dell’orrore. Il regista inglese si concentra sulla relazione tra padre e figlia.  Se si volesse generalizzare è  infatti l’analisi del rapporto tra una persona che ha una malattia terminale, e che con lucidità ha accettato il suo destino, e il genitore che si rifiuta di accettare la realtà. Per la prima volta Arnold Schwarzenegger è debole e disarmato di fronte alla Maggie di Abigail Breslin che ha ‘ferocemente’ accettato la sua fine imminente. Tra padre e figlia comincia allora una struggente lotta: tra il corpo indebolito dal dolore emotivo di Schwarzenegger e quello corrotto e in lento disfacimento di Breslin.  Hobson realizza così un film drammatico e non dell’orrore a metà tra i picchi lirici della tragedia ed una visione fantascentifica e distopica di una società in un futuro non troppo lontano.

Simona Caruso