Recensione della settimana: A Napoli non piove mai

A Napoli non piove mai, il film dell’esordiente Sergio Assisi con  Sergio Assisi  Ernesto Lama, Valentina Corti, narra la storia di Barnaba che, dopo l’ennesimo litigio col padre, che ogni giorno gli ripete di trovarsi un lavoro stabile e la rottura con la fidanzata che lo accusa di soffrire della sindrome di Peter Pan, decide di andare via di casa. L’unico a dargli ospitalità è Jacopo, un suo vecchio compagno di scuola che soffre della sindrome dell’abbandono, e che tenta continuamente il suicidio. Intanto in una città del nord Sonia, che ha appena discusso la tesi di dottorato, pur di sfuggire al padre che la vorrebbe a lavorare in azienda con lui, decide di accettare un lavoro di restauro in una piccola chiesa di Napoli. Il problema è che soffre della sindrome di Stendhal che la fa svenire di fronte alle opere d’arte. Certo che San Gennaro possa fargli il miracolo di ricaricargli il bancomat, Barnaba continua a pregare il santo proprio nella chiesa dove arriva Sonia per restaurare un dipinto. L’incontro tra Barnaba, Sonia e Jacopo porterà questi tre personaggi a superare le rispettive “sindromi” e affrontare la vita con ottimismo e positività, come se ci fosse sempre il sole, convinti che tanto a Napoli non piove mai.

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A Napoli non piove mai e` un film frizzante pieno di buon umore ed ottimismo. Sergio Assisi, attore di cinema ma soprattutto di fiction televisive, esordisce con un lungometraggio da lui scritto, diretto e interpretato. Il rischio piu` grande per un esordiente, fare tutto da solo. Ma Assisi si e` circondato di ottimi professionisti; a cominciare dagli attori, da Ernesto Lama – vera rivelazione del film – nei panni di Jacopo, a Nunzia Schiano in quelli della perpetua della chiesa, a Francesco Paolantoni nel ruolo di un pompiere convocato per sventare i tentativi di suicidio di Jacopo. Anche la scelta di Valentina Corti, volto familiare ai telespettatori, si rivela azzeccata, e va a nutrire uno degli aspetti vincenti del film: la briosita` e la leggerezza divertita che regala una grazia particolare ad una storia semplice.  Assisi infonde nel suo esordio entusiasmo, allegria e una genuina per Napoli e per la scuola comica napoletana, denunciando apertamente il suo debito di gratitudine verso tutto il teatro ed il cabaret partenopeo. La sua attenzione al dettaglio è evidente, nella cura della fotografia e della cinematografia. A Napoli non piove mai e` pieno di energia narrativa, ed ha una gioiosa esuberanza visiva ed una freschezza ed eleganza data da una certa purezza e buona fede di sottofondo.  Assisi e i suoi personaggi si fanno voler bene perché agiscono “di cuore”: non è poco, in quest’epoca di commedie che mancano di spontaneita`.

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Simona Caruso