Il Real Albergo dei Poveri fu realizzato per volontà di Carlo di Borbone, su progetto dell’architetto Ferdinando Fuga, a partire dalla seconda metà del XVIII secolo. L’intenzione del sovrano parte dalla volontà illuminista di realizzare, alle porte della città di Napoli, un grande edificio che ospitasse tutti i poveri del Regno. Abbandonato dopo i crolli che seguirono il terremoto del 1980, è attualmente in corso di consolidamento e di restauro, realizzati sulla base di una progettazione complessiva già completata, per lotti successivi di intervento. Su come utilizzare al meglio lo splendido sito, dal 28 al 30 novembre nella sede di Coworking Hub di Giugliano, si terrà un workshop costituito da un ciclo didattico – formativo con docenti della facoltà di architettura di Napoli, con lezioni teoriche sul recupero, e laboratori creativi con tutor di restauro architettonico. Agli allievi del DIARC, dipartimento di Architettura di Napoli, saranno conferiti 2 CFU per la partecipazione al workshop. Rivolto a studenti o professionisti afferenti al settore architettura, design e ingegneria, si pone come obiettivo di raccogliere proposte consone alle esigenze del sito. La storica fabbrica, per anni vittima di incuria e vandalismo, via via restituita alla fruizione a seguito dei lavori, necessita di ulteriori funzioni appropriate ed integrate che consentano un osmotico scambio con la città e con il quartiere. Accogliendo la vocazione assegnatagli di polo di servizi e di accoglienza, si vuole ragionare su un’ala del complesso, per proporre, all’interno degli interventi di restauro, soluzioni di architettura adeguate al riuso contemporaneo. L’area individuata, a diretto contatto con una delle corti interne e con accesso da Via Tanucci, sarà destinata all’accoglienza dei senza fissa dimora, al fine di restituire loro una vita “normale”. Essa è inoltre collegata con un’area esterna, che sarà destinata alla sistemazione di orti urbani. L’intero progetto avrà una forte valenza sociale, nell’ambito del più generale dibattito sull’identità della immensa struttura. Il concept di progetto è dunque “un recupero nel recupero”.