“Re Panettone” a Napoli. Si è conclusa la “kermesse” tanto attesa. Assenti grandi nomi come Alfonso Pepe, Sal De Riso e Tiri.

Nelle sale storiche dell’Hotel Parker’s degustati i panettoni artigianali di ben 19 maestri pasticcieri provenienti da tutta Italia.

Si fa presto a dire  “Re Panettone”! Un evento ben strutturato, con retroscena commerciale redditizio soprattutto per l’organizzazione. I panettoni potevano essere acquistati per 25 Euro. Convertiti  alle casse i soldi in gettoni, questi venivano utilizzati come unica moneta di scambio acquisto tra consumatori  e operatori. Carina l’idea! C’è un perché !

L’organizzazione  (di Stanislao Porzio) per ogni panettone ha ricavato un  10% dalle singole vendite, in più 1 euro per ogni packaging  per la Certificazione Re Panettone® (un bollo con ologramma). Calato il sipario sull’evento, il via alla conta dei gettoni.

Il consumatore ha gradito: l’ingresso gratuito, le degustazioni gratuite, il prezzo acquisto panettone conveniente. Qualche food blogger è riuscito nella ricerca di un panettone regalo, da portare a casa! Poca affluenza di operatori commerciali.

L’obiettivo della partecipazione all’evento, per gli artigiani del Panettone era, invece, il contatto diretto  sia con il consumatore finale che con gli operatori della distribuzione. Questo evento avrebbe dovuto rappresentare uno scambio culturale e commerciale… equo!

Tutto sommato è stata data l’opportunità a tutti di poter conoscere, degustare e in alcuni casi anche acquistare a un buon prezzo un panettone artigianale originale.

L’evento l’ho trovato privo di originalità, e “con le note stonate” citate sopra.

Napoli è la città dell’arte e della cultura, l’artigianato è linfa vitale per le attività commerciali; la poesia è in ogni creazione. Il napoletano cerca l’emozione in un evento. Il marketing emozionale funziona di più in Campania.

Bisogna rimodulare l’evento e renderlo emozionale, permettendo così la partecipazione di più artisti dell’arte dolciaria, che per principio non sono intervenuti. Un’opera d’arte può essere deprezzata se non viene collocata nella giusta dimensione. Gli artisti lo sanno bene.

Ogni festività è caratterizzata da cibi e dolci particolari, che variano da un luogo all’altro, a seconda delle tradizioni e degli usi locali.  Avvicinandosi il Natale negli ultimi anni la ricerca del ” panettone artigianale dell’anno ” sta diventando un rito per i partenopei.

Ho fatto un’ analisi sensoriale dei panettoni in degustazione, su tutti il migliore: il “nostro Re Panettone”, per eufemismo, è senza dubbio Felix il Panettone Campano di Aniello Di Caprio.  Vera esplosione di sapori campani, con le componenti (burro di bufala, limoni della Costiera Amalfitana, e albicocca Pellecchiella del Vesuvio) molto ben integrate.

Non male il  panettone vegano di Morandin, che al posto del burro utilizza il burro di cacao e la curcuma.

Ad essersi aggiudicato il premio miglior panettone  di ” Re Panettone a Napoli 2018″ è stato il napoletano Giuseppe Mascolo con il suo panettone Espresso Napoletano. Un lievitato frutto di sperimentazioni e combinazioni tra farine, tuorli e caffè ad emulsione.

Romina Sodano