“La critica degli scienziati alla scienza: emotività (paura) o nuova etica?” Antonino Drago a Senzatomica

Un seminario sul rapporto tra scienza e responsabilità sociale degli scienziati

Quale ruolo riveste l’etica nel mondo della scienza? Esiste una responsabilità degli scienziati rispetto ai risultati ottenuti in una ricerca? Quanto ha influito la “big scienze” dei massicci finanziamenti statali sulla ricerca scientifica e sulla morale del singolo scienziato? Sono solo alcuni degli interrogativi attraverso cui si snoderà il seminario La critica degli scienziati alla scienza: emotività (paura) o nuova etica? del professor Antonino Drago. Già docente di storia della Fisica all’Università Federico II di Napoli, da sempre attivo pacifista, nel 2000 ha ricevuto il Premio Nazionale Cultura della Pace, e tutt’oggi è impegnato su questi temi e tiene corsi all’Università di Pisa e Firenze.

L’incontro, in programma giovedì 7 aprile, ore 16, all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici – Palazzo Serra di Cassano (via Monte di Dio, 14 Napoli), sarà introdotto dal fisico Cosimo Stornaiolo, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare.

Il nuovo appuntamento intende approfondire i risvolti etici del rapporto tra scienza e tecnologia della guerra, in particolare la “grande scienza” intesa come strumento di potere politico e militare, ed è stato realizzato in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici in occasione della mostra Senzatomica. Trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari (aperta fino al 17 aprile a Castel Sant’Elmo).
Fin dall’avvio del progetto Manhattan, che portò alla realizzazione della prima bomba atomica negli Stati Uniti, basato su un’organizzazione militare di circa 100mila ricercatori supportati da un finanziamento equivalente a 30milioni di dollari di oggi, gli scienziati hanno assunto posizioni differenti, mostrando una diversa percezione delle proprie responsabilità: soggettiva, oggettiva (sulla base delle conseguenze) o strutturale (per il bene dell’umanità)? Antonino Drago propone un excursus tra le diverse reazioni degli scienziati, tra i tanti appelli lanciati per frenare l’utilizzo delle armi atomiche, in particolare nel periodo della guerra fredda, soffermandosi sulla Nuova Etica: ovvero l’etica delle scelte prima e al di sopra della scienza.

La partecipazione dei fisici al progetto Manhattan ha causato una crisi drammatica della loro etica – scrive Antonino Drago, autore di numerosi libri tra cui Scienza e guerra. I fisici contro la guerra nucleare e Se vuoi la pace educa alla pace – Tra le conseguenti strategie di impegno sociale, particolare attenzione va data al manifesto Einstein-Russel, che ha presentato gli scienziati nel ruolo dei più saggi consiglieri e promotori della razionalità e del benessere dell’umanità”. 

7 aprile, ore 16, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici