Vogliamo che venga fuori la verità, solo allora ce ne andremo via. Non c’è posto per le persone perbene in determinati territori”: ieri i familiari di Gaetano Barbuto Ferraiuolo, hanno protestato davanti al Palazzo di Giustizia, insieme con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Al ragazzo sono state amputate entrambe le gambe, in seguito alle ferite riportate nell’aggressione avvenuta a Sant’Antimo.

Intanto i magistrati hanno disposto la scarcerazione dei tre presunti aggressori, per questo ieri i parenti della vittima hanno lanciato un appello pubblico davanti al Palazzo di Giustizia: ” Le gambe di Gaetano non ricresceranno ma la sua vita può riprendere e per farlo c’è bisogno anche che si faccia giustizia, i suoi genitori sono distrutti. Siamo gente onesta e laboriosa e siamo sempre stati lontani da certi ambienti criminali e per questo abbiamo fiducia nella magistratura, ci aspettiamo che al più presto si faccia chiarezza e ci venga detto perché i tre sono stati scarcerati. Subito dopo aver avuto giustizia ce ne andremo via. Non c’è posto per le persone perbene in determinati territori”.

A sostenere la famiglia il Consigliere Regionale di Europa Verde Francese Emilio Borrelli che fin dall’inizio si è impegnato assieme al conduttore radiofonico Gianni Simioli nella battaglia a sostegno del ragazzo gambizzato. “Ci batteremo fino alla fine per far sì che Gaetano abbia giustizia, vigileremo continuamente su questa vicenda finché non saranno condannati i colpevoli. Chiediamo tutti la verità e giustizia su questa vicenda, chiediamo che Sant’Antimo venga liberata dalla criminalità. Non è possibile che i delinquenti siano a piede libero e possano fare quello che gli pare e le vittime debbano andare via” ha dichiarato Borrelli.