E’ stata una vera è propria battaglia di proporzioni mondiali quella lanciata dalla Nasa, dall’agenzia spaziale europea e dal Massachusetts Institute of Technology. Lo scopo era quello di fornire un software capace di tenere un satellite artificiale in orbita attorno ad un satellite naturale, che ruota su se stesso e fargli scattare foto spettacolari.
La caccia all’autore capace di realizzare l’opera d’ingegno si è aperta a settembre per concludersi oggi. In questo arco di tempo si è cercato di selezionare accuratamente persone competenti e capaci di portare a termine il lavoro richiesto, selezionando un numero ridotto di 14 partecipanti.
Il terzo posto mondiale, con grande merito, è stato giudicato al progetto degli studenti dell’ Augusto Righì, un gruppo di ragazzi napoletani, che per merito del loro ingegno e della loro spiccata bravura in campo informatico, hanno saputo superare grandi menti e le più note agenzie spaziali, aggiudicandosi una posizione sul podio.
Ora si aspetta il 16 gennaio dove, accompagnati dall’insegnate di matematica Salvatore Pelella, e quello di informatica e sistema Ciro Melcarne, potrà realizzarsi e diventare realtà a Noordwijk in Olanda, il loro lavoro che fino a questo momento è stato solo provato con il simulatore.
Il loro software guiderà uno dei satelliti artificiali Spheres, e proprio come quelli della stazione spaziale internazionale, potrà catturare come un fotografo professionista, le migliori foto dall’orbita terrestre.