Nessuna intenzione di creare “un esempio negativo su Napoli“, che è stata citata “unicamente in qualità di benchmark nazionale per quanto riguarda il tasso di radioattività ambientale. Pur nella più assoluta buona fede al fine di evitare ulteriori strumentalizzazioni la Direzione dell’Ulss 9 ha comunque deciso di sostituire e aggiornare il modulo in questione, che è stato già rimosso dal sito internet aziendale, e si scusa con quanti possano essersi risentiti per l’accaduto”. Le scuse da parte dell‘Ulss 9 di Verona, non si sono fatte attendere dopo che, nei giorni scorsi, si era scatenata una vera e propria bufera in Campania a proposito di un modulo sanitario di consenso per esami radiologici che, per far comprendere quanto fosse bassa la soglia di radiazioni, la equiparava “alla dose assorbita vivendo un mese a Napoli, capoluogo con la massima dose ambientale annua in Italia”.

Un’offesa per il capoluogo campano, diventata oggetto di dibattito politico. La modulistica in questione, riferita all’esame TC Cone Beam (CBCT), nel descrivere il valore basso della dose da radiazioni dello stesso, riporta: “l’esame radiologico con CBCT comporta una dose efficace compresa tra 30 e 100 microSievert, mediamente dell’ordine di 1/20 del fondo annuale di radiazioni. Per comprendere questo valore occorre sapere che equivale alla dose assorbita per 3-4 OPT tradizionali o per radiazioni ambientali vivendo un mese a Napoli (il capoluogo con la massima dose ambientale annua in Italia), oppure trascorrendo due mesi in montagna, o 50 ore in volo a 8000 metri”.

‘’Bene hanno fatto i dirigenti dell’Azienda sanitaria ULSS9 Scaligera a togliere dal sito il modello discriminatorio nei confronti della città di Napoli, presa come paragone per misurare gli effetti negativi dell’esposizione a radiazione nel corso di esami radiografici – hanno dichiarato il consigliere campano dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli e il conduttore radiofonico, Gianni Simioli. Adesso ci aspettiamo le scuse da parte di chi ha operato una scelta tanto inopportuna quanto discriminatoria. Prendere ad esempio negativo una qualunque città – proseguono Borrelli e Simioli – nei confronti dell’utenza di un servizio pubblico è un errore molto grave che, ci auguriamo, non ricapiti più. In nessuna circostanza’’.