Racconto DiVino: la rubrica sulle storie delle famiglie del Vino.

Don Luigi, i suoi figli ed i suoi nipoti.

Luogo: penisola sorrentina – località Pimonte
Occasione: Presentazione del Gragnano 2018
Protagonisti: Famiglia Iovine

1890

Cos’è questo numero che ricorre di frequente nei racconti della famiglia Iovine? È sia il nome di una vigna in località Micciano, che l’anno in cui ‛nonno Aniello’ l’acquistò. Da allora la famiglia produce vino, giungendo alla quarta generazione di Iovine.
Inizialmente avevano anche un’attività boschiva. Producevano legname per l’agricoltura e costruivano botti in castagno, utilizzate per trasporto e vendita del vino. In seguito Luigi, figlio di Aniello, intuendo le potenzialità del settore ‛vino’, si dedicò unicamente alla cantina.

Papà Luigi, sostenuto dalla moglie Gilda, giorno dopo giorno con passione e dedizione ha realizzato prodotti che ben rappresentano i vini campani. I suoi sacrifici sono stati ricompensati. L’azienda, negli anni, è cresciuta e, l’amore per il suo lavoro è stato ereditato dai suoi tre figli: Aniello l’enologo, Giuseppe il cantiniere e, Raffaele il responsabile dell’aspetto commerciale.

«Tutto regge intorno al concetto di famiglia» racconta Aniello, « Nonno Aniello, di cui porto il nome, intraprese la ‛strada del vino’ con l’acquisto dell’azienda a Micciano, nel territorio del Pimonte, dove oggi produciamo le nostre eccellenze, quali Piedirosso 1890, Terra del Gragnano, Micciano Bianco, Micciano rosso. Poi, papà Luigi, scelse il ‛vino’ come missione e ci trasmise l’amore per questo lavoro. Da 130 anni, ci siamo dedicati a fare vino, seguendo ogni anno il rituale della vendemmia e della raccolta, secondo le nostre tradizioni.»

«I nostri vini, ricordano antichi valori e usanze», spiega Giuseppe « Non inventiamo nulla ma cerchiamo di conservare ciò che la natura ci offre per proporlo nella sua genuinità. E’ il discorso enologico della nostra azienda. Papà ci ha sempre detto ‟Comprate le uve migliori che risparmiate“, perché non devi alterare il prodotto, non devi aggiustarlo, anzi il lavoro è molto più semplice.»

«I nostri vini non seguono le mode, non si omologano e ciò li rende unici. La loro semplicità conquista il pubblico e non solo quello napoletano o italiano.» afferma Raffaele.

Don Luigi, i suoi figli ed i suoi nipoti.

Gragnano 2018

Il Gragnano Penisola Sorrentina DOC, annata 2018, con la sua rifermentazione naturale in bottiglia, segue i criteri di genuinità e tradizione degli Iovine. Nasce nel vigneto di Micciano, su un terreno vulcanico a 500 mt sul livello del mare, solcato da terrazzamenti baciati dal sole.
Aniello, Giuseppe e Raffaele spiegano:« E’ il vino che identifica il territorio della penisola sorrentina. Un prodotto che fa parte della tradizione. Il vino di chi lavorava nelle vigne o nelle campagne e che, a fine giornata si rinfrancava con esso. Sta conquistando il mondo con la sua semplicità. Molto apprezzato dai napoletani perché ricorda le riunioni di famiglia a banchettare con un ragù ma non solo da loro.»

Considerazioni

Il vino è un momento di convivialità ed il Gragnano DOC, annata 2018, con la sua immediatezza e freschezza lo rappresenta pienamente. Questo rosso rubino intenso, dai riflessi violacei, spuma effervescente, risulta brioso e facile da abbinare sia a piatti semplici e/o della tradizione(salsiccia e friarielli, pizza, hamburger) sia a piatti più strutturati.

Concludo con un pensiero di ‛papà’ Luigi che riassume la filosofia di vita degli Iovine, la passione per il lavoro e l’amore per la famiglia:« Io e mia moglie Gilda, abbiamo fatto una bella vita! Tanto amore, tanti sacrifici, tanto impegno ma era quello che volevamo fare. Io non rimpiango niente!»

Maria Rosaria Gandolfi