Ancora qualche idea su come uccidere la suocera, racconti dell’Officina delle parole liberamente ispirati al romanzo di Giulio Perrone “Consigli pratici per uccidere mia suocera” (Rizzoli). Questa settimana con Mariateresa Alleva scopriamo che spesso si tratta solo di punti di vista…

L’automobile nuova

Mariateresa Alleva

L’avevo sottovalutata, non pensavo che sarebbe stata capace di architettare un piano così ben congegnato. Avrebbero dovuto insospettirmi la sua gentilezza e la mancanza di reazione alle mie provocazioni che, a dire il vero, erano spesso insopportabili. Da tempo chiedevo a mio figlio di accompagnarmi a trovare dei vecchi amici che abitavano in un paesino poco lontano ma scomodo da raggiungere perché arroccato su di una collina, lui prometteva e rinviava.

Un giorno mia nuora con mia grande sorpresa disse che mi avrebbe accompagnato lei, mi fece piacere, comprai dei regalini da portare, ero emozionata, quelle persone erano legate a un momento felice della mia vita. Mia nuora guidava bene e da tanto tempo, ero tranquilla, ma ad un certo punto la macchina cominciò ad avere dei piccoli sbandamenti, proseguimmo il viaggio, a un tratto la macchina si fermò. Mia nuora scese per cercare di capire cosa fosse successo, invitò anche me a farlo, c’era dinanzi a noi un bel panorama. Mi prese affettuosamente sottobraccio, mi accompagnò sull’orlo del precipizio, una spinta energica e giù fra i dirupi.

Da quassù ho guardato cosa ha fatto dopo, è risalita in macchina e l’ha violentemente sbattuta contro un muretto, l’ha quasi distrutta. Poi ha preso il telefono e con grida disperate ha chiesto aiuto. Ai soccorritori ha detto che la suocera spaventata è scesa dall’auto nel posto sbagliato, proprio sull’orlo del burrone. Tutti hanno cercato di calmarla, le hanno raccomandato di non sentirsi in colpa.

Mio figlio le ha regalato una macchina nuova, quella che lei aveva sempre desiderato.