Da questa settimana, nell’Officina delle parole, prende avvio la  riflessione sul tempo come strategia narrativa e come tema dei racconti. Memorie e speranze trascritte attraverso analessi e prolessi. Le anacronie rendono più vivace e godibile il racconto.  Nel racconto sentimentale di Nunzia D’Amore la dimensione del tempo è esplorata nel suo spessore e diventa possibilità di indagine di sentimenti

La cartolina

Nunzia D’Amore

China e pensosa su quella lettera, Anna meditava sul suo passato. – Perché non l’ho spedita?- E la rileggeva ricordando quei momenti. Era una sera d’estate.  Vicino alla funicolare, una piccola folla faceva corona a due bei giovanotti. Uno dei due cercava in americano di avere delle informazioni. Si avvicinò al ragazzo e gli chiese nella sua lingua di cosa avesse bisogno. Egli le disse che doveva recarsi a cinema ed insieme raggiunsero il giornalaio più vicino per prendere gli orari. Quelle sembianze le ritornavano alla mente e le davano una sensazione di pace e di benessere. John era il suo nome. Lui la invitò a vedere l’American, una portaerei. Anna accettò contentissima e arrivò con amico,Mario. Si imbarcarono su di un ferry boat. Entrarono in una piccola porticina e percorsero stretti cunicoli. Il suo cuore batteva forte per l’emozione ma lui la rassicurò.  Si trovarono su di una piattaforma all’aperto e John li lasciò ritornando vestito da tenente. Anna si distaccò dal suo ricordo e reclinando il capo all’indietro e tirando un lungo sospiro esclamò: “Perché ho lasciato che restasse un sogno?” Si rilassò sulla poltrona e continuò a ricordare. Mario, li accompagnò in un bar dove stettero qualche oretta parlando di se stessi. Quando tornò erano già fuori dal locale. La scena, che egli vide, fu quanto mai eloquente: John aveva tolto una catenina che aveva al collo e lei si era protesa in avanti per riceverla. Quella catenina l’aveva ancora con sé. Le parole che si erano dette erano svanite dalla mente: tutto era avvolto nella nebbia dell’oblio. O forse non voleva ricordare!. Le lettere di John  si susseguirono per anni e così le sue richieste di raggiungerlo ma Anna non riusciva a superare i suoi timori. Ripiegata sui suoi ricordi si chiedeva se avesse avuto mai più l’opportunità di vivere quei momenti magici .Una mattina mentre Anna stava insegnando, un’alunna la interruppe: “Professoressa ho fatto un sogno che la riguarda”. Anna le fece cenno di avvicinarsi. L’alunna con atteggiamento confidenziale le disse: “Ho sognato che un bellissimo giovane  le ha inviato una cartolina con un cuore ”. L’alunna si avvicinò e con modi quasi supplichevoli le disse: “Professoressa, ditegli di si. Avrete dei figli bellissimi”. Anna disse  solo:”Beh,ci penserò” . Con due giorni di ritardo arrivò, il sedici  Febbraio. Il cuore le batteva forte, aprì la busta ed estrasse la cartolina e su di essa un cuore grande . L’aprì e c’era scritto: “Happy Valentine’s Day”.