L’austerity delle feste che si stanno per concludere si confermano anche per l’Epifania. Calza con frutta e dolci, ma pochi balocchi per i bimbi che questa notte aspettano la Befana. E’ quanto emerge da un sondaggio in occasione dell’Epifania dal quale emerge pero’ un taglio della spesa del 12 per cento, con oltre la meta’ delle famiglie che rinunciano a festeggiare la ricorrenza con l’acquisto di doni. In particolare, nonostante la crisi la tradizione resiste ma quest’anno solo il 30% degli italiani appenderà la calza in attesa di doni.

La spinta verso regali utili dettata dalle difficoltà economiche contagia anche la Befana e nella calza tornano insieme ai dolciumi anche fichi e prugne secche, nocciole, noci e biscotti fatti in casa tipici del passato. La crescente attenzione al risparmio e all’alimentazione dei bambini ha cambiato dunque il contenuto delle calze “appese” al camino dalla simpatica vecchietta che in passato ai più “discoli” regalava solo aglio, peperoncino, patate e carbone vero. Con un terzo dei bambini italiani obesi o in sovrappeso nelle case si tende a sostituire con cibi naturali caramelle, cioccolate, gomme da masticare e bon-bon per i bambini “buoni” e carbone dolce per quelli “cattivi”.

Tornano i prodotti naturali a simboleggiare il significato della ricorrenza che, nell’antichità celebrava la morte e la rinascita della natura dopo il solstizio invernale. Si narra infatti che, durante questa notte Madre Natura, esausta per le energie spese durante tutto l’anno, si trasformava in una buona vecchina che, dopo aver consegnato i doni, simbolo di una nuova semina, era pronta a farsi bruciare per far rinascere dalle sue ceneri una luna nuova rappresentata da una giovane Natura.