Liberamente ispirato all’Otello shakesperiano, Quel gran pezzo della Desdemona, scritto e diretto da Luciano Saltarelli, utilizza alcuni degli stilemi della commedia sexy all’italiana coniugandoli con la trama ineluttabile della tragedia del Bardo. Ambientato nella Milano degli anni ’70, lo spettacolo di Saltarelli (presentato in prima nazionale nello scorso giugno al Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio) debutta martedì 28 novembre (ore 21, repliche fino a domenica 3 dicembre 2017) al Teatro Bellini di Napoli.

In scena, oltre allo stesso Luciano Saltarelli, ci sono Rebecca Furfaro, Giovanna Giuliani, Luca Sangiovanni, Giampiero Schiano. Le scene e i costumi dello spettacolo sono di Lino Fiorito, il disegno luci di Pasquale Mari, le musiche originali sono di Federico Odling e il suono è a cura di Daghi Rondanini. Una produzione Napoli Teatro Festival Italia e Teatri Uniti in collaborazione con l’Università della Calabria.

Il testo riscritto da Saltarelli, oltre che al capolavoro shakesperiano, si ispira alla novella di Cinzio, letterato e poeta del ‘500: “Nella novella – spiega l’autore e regista – il capitano Moro e Desdemona sono i protagonisti della storia, accanto a loro un alfiere infingardo e un luogotenente. Sarà Shakespeare a regalare un nome a Otello, a Jago e a Cassio e a rielaborare in modo deciso la novella originale. È questo il motivo per cui ho ritenuto lecito riferirmi alla nomenclatura di Cinzio riguardo ai due amanti e di concedermi qualche libertà sulla scelta dei nomi degli altri personaggi, deformandoli per necessità e ruoli che si modificano nel passaggio agli anni ’70”. Lo spettacolo ci cala nella Milano dell’industria, dei conflitti di classe, degli immigrati schiavi del lavoro, avvolgendola in suggestioni cinematografiche di quegli anni. Sullo sfondo della vicenda teatrale, troviamo una città infiammata dalle lotte di potere, dagli scontri di classe, dai conflitti sessuali, dagli atti terroristici, dove la nebbia si confonde col fumo d’un ordigno esploso, una Milano brulicante di esistenze brillanti o cupe, tutte in corsa frenetica con la vita. Nell’allestimento gli umidi canali di Venezia divengono le incandescenti filiere delle catene di montaggio, mentre le strade di Cipro si trasformano in un reticolato di viali, piazze, sottopassaggi, sale di cinematografo, case e negozi della Milano fra la fine del boom economico e gli anni di piombo.

Il contesto sociale fa da cornice al conflitto teatrale, scaturito dalla conquista di una posizione per merito, privilegio o cieco arrivismo. In questo panorama, Desdemona è la classica giovane ragazza di buona famiglia, appena diplomata in un collegio svizzero. È bella e sensuale, un po’ ingenua ed è l’amatissima figlia unica del Commendator Brambilla, uomo gaudente, proprietario di una fabbrica di inquietanti manichini dove lavora Moro, emigrato napoletano, valentissimo operaio, muto per le conseguenze traumatiche di un atto d’eroismo. Desdemona si innamora di Moro per questa sua unicità e attorno ai due amanti si muovono gli altri artefici degli eventi: Jago, l’infido compaesano di Moro, prima collega e poi sottoposto, artefice per bramosia di potere della subdola macchinazione; Emilia, lugubre moglie di Jago e inconsapevole complice degli inganni del marito; Cassiolo, sciocco operaio di infimo ordine e pedina essenziale nelle mani di Jago. La trama shakespeariana si adagia sui personaggi, deformata dal filtro parossistico della commedia sexy anni ’70. Tali alterazioni tipiche del contesto storico e sociale di oltre quarant’anni fa, evidenziate anche nell’originale commento musicale di Federico Odling, costituiscono le linee essenziali di questa riscrittura scenica.

QUEL GRAN PEZZO DELLA DESDEMONA

Tragedia Sexy all’italiana di Luciano Saltarelli

con

Rebecca FurfaroDesdemona

Giovanna GiulianiEmilia, Ludovica, Bianca

Luca SangiovanniMoro

Luciano Saltarelli mamma di Moro, Brambilla, Jago, Don Dino

Giampiero SchianoCassiolo, chierichetto, spettatore di cinema

scene e costumi Lino Fioritoluci Pasquale Marimusiche originali Federico Odling suono Daghi Rondaniniassistente alla regia Giovanni Meranoassistente alle scene Massimo Raimondoassistente ai costumi Alina Lombardi, Anna Verde, Sara Bertodirezione tecnica Lello Becchimanzidatore luci Lucio Sabatino – videoproiezioni Jack De Luca

regia Luciano Saltarelli

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