Ieri sera, al consueto appuntamento di Quattro chiacchiere con…, in diretta alle 20:15 sulla pagina Facebook di Napoliflash24, si è parlato di ambiente e legalità assieme al consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli, all’assessore all’ambiente del Comune di Napoli Raffaele Del Giudice e a Dario Vassallo, presidente della Fondazione dedicata ad Angelo Vassallo, il “Sindaco Pescatore” di Pollica, ambientalista convinto, barbaramente ucciso il 5 settembre 2010.
Tutti i presenti, intervistati dalla giornalista Barbara Caputo, hanno concordato su un nodo cruciale, soprattutto alla luce degli ultimi sversamento nel mare di Castel Volturno: il ruolo della politica. L’economia e l’ecologia inizieranno a viaggiare insieme, il rispetto dell’ambiente sarà considerato un investimento e non un danno, solo quando un’azione politica imporrà di smettere di considerare la vita secondaria al profitto. Un’azione è politica quando persegue un fine, non lo è quando si limita a cercare consenso.

Quando la Caputo gli ha chiesto se non avesse mai pensato di abbandonare la politica, il consigliere Borrelli ci ha ricordato che è da 28 anni con i Verdi i quali, nella migliore delle ipotesi, alle elezioni raggiungono il 2%; non li ha lasciati neanche dopo il 2008, quando per svariati anni non è stato eletto nessuno. Il suo impegno è politico, quindi non ha bisogno di un ruolo istituzionale affermato: non a caso, le minacce di morte e le aggressioni non gli sono mancate. In barba all’ambientalismo estetico, l’opinione comune vuole che un ambientalista sia una persona che “non sa campare”: così s’instaura la rassegnazione e persino il consenso sociale nei confronti dei crimini ambientali. I politici non toccano gli imprenditori, che magari li finanziano nelle campagne elettorali, le imprese e le attività industriali non rispettano l’ambiente e i cittadini oscillano tra la rassegnazione ed il disinteresse. Guadagnare senza inquinare si può, tuttavia è opinione diffusa che l’economia non possa prescindere dalla distruzione dell’ambiente: lo dimostrano gli innumerevoli piani per depurare le acque, a fronte del tacito consenso agli sversamenti. Eppure la soluzione sarebbe semplice: “le acque si depurano se non si sversa più” e su questo non c’è più alcun dubbio, dopo gli ultimi due mesi. Questo stato, insomma, fa notare Borrelli, la criminalità la protegge: solo pochi anni fa ad un personaggio come Nicola Cosentino sono state date, come segno di rispetto e gratitudine, le chiavi della Reggia di Caserta; dopo mesi di pressioni, i droni della Sma Campania per il monitoraggio degli sversamenti sono entrati in funzione adesso; solo quest’estate, il figlio di un avvocato di Castellammare, rappresentante degli studenti del Suor Orsola Benincasa, è rimasto impunito dopo essersi filmato mentre gettava plastica in mare.

Anche Raffaele Del Giudice si è detto concorde con la necessità di passare dalla logica che promuove la pulizia dell’ambiente, a quella che impone direttamente di non inquinarlo: il passaggio da economia lineare a circolare è possibile solo se i comuni italiani iniziano ad occuparsi seriamente di green economy, coinvolgendo giovani esperti. Solo attraverso mirati interventi sarebbe possibile incentivare ristoranti e attività commerciali a realizzare piccoli impianti di preselezione per non scaricare in mare e solo devolvendo competenze e fiducia nella green economy sarebbe possibile destinare i 14 miliardi di finanziamento ai combustibili fossili alla transazione energetica. Allo stato attuale, piantare un albero è ancora considerato una spesa, non un investimento. La cultura del rispetto dell’ambiente deve innanzitutto coinvolgere i cittadini: a questo aspira il nuovo impianto di compostaggio che nascerà a Napoli Est che, nel suo piccolo, cercherà di spostare il compostaggio dell’umido al sud; attualmente, infatti, paghiamo impianti di compostaggio settentrionali, verso i quali spediamo il nostro umido, per altro trasportato su mezzi inquinanti.

Dario Vassallo ricorda che la possibilità di creare cultura e aggregazione c’è: il primo progetto avviato dalla sua Fondazione il 20 novembre 2010, solo tre mesi dopo l’omicidio di suo fratello Angelo, è stato quello della pulizia dei fondali marini, che coinvolge il Comune di Pollica e i Comandanti dei Pescherecci dei porti di Acciaroli, Agnone e Pisciotta. La Fondazione, inoltre, è stata scelta dal Dipartimento di Stato americano per rappresentare l’Italia nella conferenza mondiale sugli oceani, tenutasi nel settembre 2016, in concomitanza con il “Youth Leadership Summit: Our Ocean, One Future”, organizzato dalla Georgetown University. Iniziativa della Fondazione, inoltre, è stato il monumento “La grande onda“: un’onda costruita al porto di Acciaroli con tremila bottiglie di plastica provenienti da tutta Italia. Tuttavia, il sistema impedisce di andare oltre, perché la volontà manca, non sono certo l’uomo e l’ambiente a guidare i propositi politici. Così Vassallo, con rabbia e rammarico: “La politica deve agire, ma la politica chi?“.