“Ancora una volta nella nostra regione si riciclano solo le parole. Abbiamo perso tempo, diciamo anni. Mentre aumentavano i comuni ricicloni e la differenziata cresceva, non si sono costruiti gli impianti di compostaggio necessari”.

Queste le parole di Mariateresa Imparato, presidente Legambiente Campania sulla vicenda rifiuti e sulla possibilità di una quarta linea inceneritore di Acerra. L’idea è quella di smaltire altre ecoballe, creare 15 nuovi impianti di compostaggio e lavorare per rendere autonoma la Regione. I lavori di manutenzione, però, potrebbero provocare lo stop dell’impianto di Acerra, preparando la Campania ad una nuova possibile emergenza rifiuti. Per questi motivi, il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, afferma di voler realizzare una quarta linea del termovalorizzatore di Acerra per evitare il blocco dell’impianto.

“Gli Ato continuano a stare al palo e sui territori, molte volte a ragione, in alcuni casi di meno, si diffondono le sollevazione contro la realizzazione di qualsiasi tipo di impianto – continua il presidente Legambiente Campania – E la solita manutenzione programmata, come quella dell’inceneritore di Acerra, diventa invece frutto del destino cinico e baro contro il ciclo integrato dei rifiuti campani e la soluzione diventa la realizzazione di un’altra linea. Alla Campania non servono nuovi linee, nuovi inceneritori e discariche, ma infrastrutture a servizio della raccolta differenziata, a partire dalla frazione organica con impianti industriali di compostaggio e digestione anaerobica per la produzione di biometano. Questi impianti sono anni che dovevano essere realizzati, ora sembra proprio che il tempo è scaduto: vanno realizzati bene, con processi partecipativi che coinvolgano le popolazioni locali, ma vanno fatti. La Regione e le amministrazioni comunali su questo devono mettersi in gioco, seguendo il piano regionale dei rifiuti nel rispetto dei ruoli e delle funzioni a loro assegnati, accompagnando i processi, coordinando le iniziative e mettendo in campo strumenti efficaci per la loro realizzazione. Rimandare ancora questi processi è solo una manna per coloro che ogni volta propongono di bruciare i rifiuti mentre l’Europa punta su economia circolare e riciclo di qualità”.

Il 23 marzo molti lavoratori dell’inceneritore hanno protestato contro la scelta di De Luca. La protesta è stata organizzata dai lavoratori, insieme ai sindacati S.I. Cobas e Cub, per manifestare la contrarietà all’apertura della quarta linea per bruciare ancora più rifiuti e che provocherebbe un aumento di inquinamento, crisi ambientale in cui versa già da tempo il territorio.