Ragazzi: toglietevi dalla testa eventuali sbirciatine sul foglio del compagno.

Docenti: preparatevi a lasciare a casa la maschera austera da commissario, interno o esterno che sia.

Quest’anno, gli Esami di Stato, tanto sognati, o temuti, potrebbero non essere più come ve li eravate immaginati.

Nelle stanze del Governo si sta valutando, infatti, se estendere le misure restrittive per contrastare il contagio da COVID-19 fino al 31 luglio 2020.

Dipenderà tutto dall’esame della bozza del D.L., in atto dalle ore 14 di oggi, nella quale si legge che:

possono essere adottate per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al 31 luglio 2020 e con possibilità di modularne l’applicazione in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus“.

Quali, allora, le possibilità di svolgimento degli esami dei maturandi 2020?

Ad una scuola che ha dovuto tradurre tutti i suoi parametri dalla “presenza” alla “distanza” (e non, attenzione, all’ “assenza”), ci si dovrebbe aspettare una conclusione e una valutazione del corso di studi che mantenga gli stessi parametri.

Piattaforme didattiche online, chat di alunni e professori, gruppi di lavoro a distanza, lezioni tramite videoconferenze e messaggi audio. Questo è, adesso, il modo di fare scuola, di noi docenti e dei nostri ragazzi, come mai accaduto in precedenza. E, si suppone, che anche i nuovi Esami di Stato si presenteranno in una veste ugualmente inedita.

E mentre si fa, e si è fatto, ancora prima di questa bozza di D.L., un gran parlare sulle future modalità di conduzione degli esami di maturità, affinché risultassero coerenti con le modalità didattiche di una scuola dematerializzata, in tenuta anti-contagio, c’è una responsabilità, forse, ancora più grande a pesare sulla penna di chi scriverà i decreti, le note e le ordinanze delle prossime settimane.

La vera sfida sarà quella di cercare di far mantenere a questo “rito di passaggio”, quale è l’esame conclusivo degli ultimi anni di studio, la veste che da sempre ha indossato, seppur con una mascherina e dei guanti a rovinarne la “mise, e che mostri coerenza con l’humus psicologico di alunni che, in piena età evolutiva, si siano trovati a combattere contro un nemico invisibile, che pare venga a bussare alla porta, per cui si resta tutti dentro, in trincea, magari così il virus non si porterà via anche me.

Esami on line? Ben vengano. Perfetti per prevenire il contagio. Ma mantenendo l’ufficialità e la formalità della prima prova “da adulti”. Quella che i ragazzi rivivranno, nei propri sogni ed incubi notturni, per tanti anni ancora. Quella che ritornerà in mente, ospite desiderato o meno, alla vigilia del primo colloquio di lavoro.
Valutazioni a distanza? Benissimo, ma facciamogliele arrivare forti, le nostre congratulazioni. Potrebbero essere decisive per spingere gli alunni ad iscriversi all’università, magari per studiare la nostra materia.

La quarantena non dovrà creare finali bruschi in quei romanzi di formazione che siamo abituati a leggere nei nostri ragazzi.

Perché, certe cose, sono ancora immuni da qualsiasi virus.