Gli Enti aderenti al progetto Fa.Re. Comunità – Famiglie Responsabili per una Comunità Educante a Forcella, capitanato da APS Annalisa Durante, Legambiente Parco Letterario Vesuvio ed Associazione Samb e Diop, hanno realizzato, assieme ai cittadini di Forcella, una videodenuncia contro lo stato di abbandono in cui ancora versa il quartiere di Forcella a quarant’anni dal terremoto. Il progetto è stato realizzato, inoltre, in collaborazione con Manallart, I Teatrini, Fiab Napoli CIcloverdi e Meti; con il sostegno della Fondazione Banco di Napoli e con la compartecipazione dell’Altra Napoli Onlus.

Il video è stato pubblicato ieri sulla pagina Facebook di Fa.Re. Comunità – Famiglie Responsabili per una Comunità Educante a Forcella. Cittadini e associazioni intervengono per denunciare il degrado di cui sono quotidianamente testimoni: ponteggi e strutture, che sostengono edifici pericolanti dal terremoto del 1980, sono ancora lì, in vico Tarallari, in via Sant’Agostino alla Zecca, in vico Croce Sant’Agostino e lungo il Decumano inferiore. IL caso più eclatante però, è forse quello della Chiesa di Santa Maria a Piazza (in copertina), come racconta Giuseppe Perna, presidente dell’associazione Annalisa Durante:

«La gabbia che nasconde la Chiesa di Santa Maria a Piazza, facendone addirittura perdere la memoria, è divenuta il simbolo del degrado del quartiere che non si può più tollerare. Questa struttura va eliminata con la ristrutturazione della chiesa, una delle più antiche di Napoli, che rischia di crollare da un momento all’altro ed è divenuta una discarica di rifiuti a cielo aperto. Nel frattempo dobbiamo agire subito per riqualificare la zona. Abbiamo incontrato la Curia. Presto incontreremo la Soprintendenza. Abbiamo scritto al Comune per attivare un tavolo unitario, urgente e concreto. Stiamo sviluppando una progettualità che intendiamo condividere con cittadini e istituzioni. Da qui può e deve partire la rinascita di Forcella!»