Quanto vale una vita nelle nostre città? I casi drammatici di Luigi, 14enne di Parete, un paese in provincia di Caserta, colpito da un proiettile vagante, e di  Arturo, giovane di 17 anni, accoltellato in pieno centro a Napoli, ripropongono l’intreccio vizioso tra assenza dello Stato, crisi degli istituti formativi e dei centri di aggregazione, dalle parrocchie ai partiti.
Nei quartieri della disperazione, dell’assenza del senso del futuro, in cui il destino appare segnato da quella maledetta “lotteria della culla”, è il significato stesso della vita a perdere di senso. Se tutto è permesso, nulla ha più valore. Se saltano tutte le regole, il disprezzo della vita rischia di diventare la bussola di giovani che non riescono a vedere un loro destino che non sia quello del malaffare e del crimine.
I due giovani così barbaramente colpiti sono la testimonianza di un fallimento globale. Ma come è possibile che bande di delinquenti possano scorrazzare impunemente, dettare legge, impaurire interi quartieri di Napoli? No, non bisogna rassegnarsi, non bisogna pensare che sia l’eterno ritorno del già visto. Come se il crimine fosse un elemento naturale. Alla stregua del Vesuvio che incombe sulle vita dei napoletani, come una sorta di maledizione divina.
Lo Stato e gli istituti formativi, a partire dalla scuola, sono chiamati a far sentire maggiormente la propria presenza. Sul terreno della repressione e della prevenzione. Napoli non è solo il centro storico, quello che in questi giorni è invaso da migliaia di turisti richiamati dalle bellezze della nostra città. Ma è anche e soprattutto  la città dei quartieri periferici, quelli nei quali la presenza dello Stato è  quasi formale, virtuale.
Napoli in questi anni sta giocando la carta del riscatto e della rinascita. Il protagonismo di nuove forze sociali e culturali testimonia la voglia di cambiare della città che non si arrende.  E che vuole guardare con coraggio al futuro.
Napoli non è gomorra, e non ha bisogno di eroi negativi.
I nostri eroi, invece, sono Arturo e Luigi. Vittime innocenti di un “male” che tutti insieme dobbiamo debellare.Patrizia Sgambati