Poco più di 400 euro, 421 se si vuol essere precisi: a tanto ammonta in media nel 2019 la tassa dei rifiuti in Cempania, secondo l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Ma nella nostra regione il motto sembrerebbe essere: piu’ spendi, peggiore e’ il servizio! Già, perché per le famiglie del sud il costo della spazzatura è maggiore rispetto a chi vive al nord, dove esso è migliore tanto che la monnezza in strada è quasi del tutto assente. “Molto marcate sono le differenze territoriali, non solo in termini di costi del servizio, ma anche di qualita’ – spiega Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva -. Vivere in una citta’ anziche’ un’altra puo’ voler dire disporre di un servizio gestione rifiuti costoso e insoddisfacente”.

Ancora una volta, dunque, i dati nazionali forniscono un’Italia nettamente spaccata, con una media nazionale della tassa comunale sui rifiuti di 300 euro all’anno, ma dove le regioni settentrionali si vedono recapitare bollette mediamente sui 258 euro, al Centro 299 euro, mentre al Sud di 351 euro. A passarsela meglio sono i cittadini del Trentino Alto Adige, con 190 euro, mentre ad avere la peggio sono i campani con 421 euro.  “Le famiglie pagano l’inefficienza di alcune amministrazioni locali – commenta Alessandro Marangoni, AD di Althesys, il centro di ricerca che elabora ogni anno il rapporto WAS sul trattamento rifiuti -. La regione in cui il servizio costa meno e’ il Trentino Alto Adige, dove la differenziata e’ al 72%, permettendo alti tassi di riciclo. A Catania, dove la tassa e’ la piu’ alta d’Italia, la raccolta e’ ferma al 23%. Le aree dove costa meno sono in genere quelle dove il servizio e’ migliore, la raccolta differenziata e il riciclo piu’ elevati, basso o nullo il ricorso alla discarica”.