Per i Pezzulli di Luciana Pennino: quando un luogo diventa “il Luogo”

È il luogo dove per la prima volta ho conosciuto il mare, dove per la prima volta ho visto un cielo fitto fitto di stelle e ho espresso il desiderio nell’attimo esatto della caduta di una di loro; dove ho imparato a trotterellare sugli scogli quasi prima ancora di imparare a camminare, e per la prima volta ho visto i colori struggenti del tramonto estivo, e per la prima volta ho rubato

Furto continuato di mandorle, munita di apposito ramo per buttarle giù dall’albero. E poi, con pietra acconcia, un colpo netto e via il mallo, e poi un altro colpo netto e via il guscio, calibrando la potenza del colpo, altrimenti la mandorla si sarebbe frantumata. Quando il colpo era giusto, riuscivo a farla uscire integra e allora iniziava l’operazione di spellamento per eliminare la pellicina delle mandorle estive, così da gustarne tutto il sapore con il valore aggiunto del frutto di un furto fanciullesco… Solo una volta il contadino si adirò oltremodo e mi cacciò dalla terra, ma per fortuna non pretese il bottino!

È il luogo dove ho conosciuto l’agave, la bouganville, il glicine e gli oleandri. È il luogo dove il tempo era cadenzato dai rintocchi della campana della chiesa ogni quarto d’ora e su quelli mi basavo per rispettare il rientro a casa.

È il luogo dove ho conosciuto il significato della parola ripa, e ci ho scorrazzato sopra. È il luogo dove ho scoperto il fascino di un porticciolo, dei pescherecci e dei pescatori che con la pelle arsa e i piedi eternamente scalzi intrecciavano le reti, gli unici davvero attendibili per le previsioni meteo…

È il luogo dove mi sono innamorata per la prima volta, ma lui non mi ricambiava… dove ho dato il primo bacio ma di lui non ero innamorata. È il luogo dove prima ancora degli innamoramenti ci sono stati gli amici di passeggino, quelli che puoi non vederti per anni ma li senti sempre come fratelli.

È il luogo delle coccole infantili, delle rassicurazioni di chi mi teneva in braccio e io non lo sapevo nemmeno ma pensavo che tra quelle braccia non avrebbe potuto mai succedermi nulla. È il luogo dove ancora oggi correre, rifugiarmi, dove anche senza braccia intorno a me, so che non può accadermi niente di brutto.

È il luogo con un odore tutto suo, come quello dei neonati, tutto loro… l’odore di questo luogo è una fusione di salsedine e pini, e in qualunque altro posto io senta un profumo simile, mi prende una straziante malinconia che riempie ogni poro della mia pelle e non mi intristisce.

Riconoscenza senza fine a chi mi ha fatto conoscere questo Luogo, perché tutti, nella vita, dovremmo avere il Luogo

Luciana Pennino

“Ci sono pochi luoghi in una vita, forse persino uno solo, in cui succede qualcosa; dopodiché ci sono tutti gli altri luoghi.” (Alice Munro)

A proposito dell'autore

Il mondo e la gente mi incuriosiscono assai. Sono "leggera" nella scrittura e mi diverto nel fare ciò che mi appassiona. Penso che nulla sia più disarmante della gentilezza. Il mio esordio, nel 2017, è stato con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblico settimanalmente i "Pezzulli" e curo le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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