Pollena Trocchia, 12 Novembre dell’anno 2000. Muore uccisa in un conflitto a fuoco, Valentina Terracciano.

Ha solo due anni, il cappottino nuovo e il cappello a falda larga sulla testa. Mamma e papà  la portano per mano con orgoglio, fino al negozio di fiori di zio Fausto. Una breve sosta che si trasforma in saluto eterno.

Valentina è in braccio a sua madre e i suoi occhi guizzano vispi posandosi sui colori dei fiori: ciclamini, eriche, crisantemi. Le voci si accavallano alle risate fragorose, quando un commando composto da quattro persone, a bordo di due motociclette, apre il fuoco contro il negozio con l’obiettivo di uccidere lo zio. In realtà il vero obiettivo dell’agguato di camorra è il fratellastro di Fausto, Domenico Arlistico che riuscendo a rendersi irreperibile, spinge i sicari a colpire un suo congiunto, proprio lo zio di Valentina. È in atto una “vendetta trasversale”.

La tragedia si consuma in un attimo, tra rombi di moto e spari. L’obiettivo viene mancato ma le pallottole trovano la nuca della piccola, lasciandola in un mare di sangue.

Non c’è tempo per capire, si raccolgono i corpi e si corre all’ospedale. Valentina muore dopo un giorno di agonia. Anche mamma Maria viene ferita, di striscio a una gamba, ma le cicatrici più profonde le resteranno nel cuore.

Il giro di morte continua. La camorra non perdona la leggerezza dei sicari e attirandoli in località Cerveteri, uccide due dei quattro uomini coinvolti nell’agguato. I superstiti ormai braccati decidono di costituirsi. Uno dei due diventa un collaboratore di giustizia. È attraverso la sua testimonianza che gli inquirenti riusciranno a far coincidere tutti i tasselli assicurando alla pena gli inquisiti. Ben tredici anni dopo il brutale omicidio, la condanna definitiva a “Fine pena mai” (ergastolo), per Gennaro Veneruso.

Sono trascorsi 18 anni e troppe altre vittime innocenti. Spesso ci chiediamo cosa è possibile fare per sconfiggere questo fenomeno che ancora dilaga nei nostri territori. Una risposta purtroppo non esiste ma tante cose possono essere fatte per essere partecipi del cambiamento a cui incessantemente continuano a lavorare gli organi preposti. Abbiamo un dovere morale, verso Valentina, Silvia, Simonetta, Paolo, Giovanni, Carmelo, Emanuele, Salvatore, Annalisa, Giancarlo e ancora e ancora. Abbiamo innanzitutto il dovere della “la memoria”.

Quella memoria, da sempre nemica delle mafie, che vorrebbero navigare nel silenzio e nella dimenticanza, quella memoria che ci fa indignare ogni giorno e che per ogni ricordo ci indica con forza da che parte stare.

L’esortazione è di restare all’erta, di difenderci denunciando un fenomeno assurdo che uccide grandi e  bambini, rubandone l’infanzia e il futuro, riducendo la vita di molti quartieri in una routine di morte dove la rassegnazione, troppo spesso prende il posto all’indignazione.

Fondamentale l’opera di LIBERA un’associazione di promozione sociale presieduta da Don Ciotti, nata nel 1995, con l’intento di sollecitare la società civile nella lotta alla criminalità organizzata e di favorire la creazione di una comunità alternativa alle mafie stesse. “Libera” coordina più di 1600 realtà nazionali e internazionali che si occupano in vario modo del contrasto alla criminalità organizzata. Fra gli scopi dell’associazione: promuovere i diritti di cittadinanza, la cultura della legalità democratica e la giustizia sociale; valorizzare la memoria delle vittime di mafie; contrastare il dominio mafioso del territorio. Alcuni dei concreti impegni di Libera sono: la legge sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, l’educazione alla legalità democratica, l’impegno contro la corruzione, i campi di formazione antimafia, i progetti sul lavoro e lo sviluppo, le attività antiusura.

Ed è proprio con le parole di Don Luigi Ciotti che concludo la mia pagina di memoria, affinché possano restare con tutti voi , proprio come hanno fatto con me: “Costruiremo giustizia e dignità in questo mondo solo quando, al di là delle differenze, ci riconosceremo tutti corresponsabili, tutti parte di un comune destino di vita.”Luigi Ciotti  

Lucia Montanaro