Il secondo Ateneo di Napoli e l’ASL 1 portano avanti da diverso tempo un programma di fecondazione assistita ai costi del sistema sanitario nazionale,  quindi gratuita per gli utenti. L’iniziativa è nata dall’idea, da parte della direzione generale della clinica, di far si che questo servizio diventi accessibile al pubblico in generale. Il Professor Nicola Colacurci, responsabile della I CLINICA OSTETRICA E GINECOLOGICA, ha spiegato in sintesi in che cosa consiste l’iniziativa e quali sono i parametri di applicazione di questo programma.

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Il programma è attivo da diversi anni presso il Centro di Sterilità della I Clinica Ostetrica e Ginecologica del primo Policlinico di Napoli. “Si prende in considerazione la coppia in maniera globale”, dice il professor Colacurci, “attuandone una diagnostica completa per arrivare alla terapia adatta”.  Al centro si eseguono, tutte le terapie da quelle di tipo chirurgico, a quelle di tipo medico,  ed anche tutte le tecniche di riproduzione assistita per la fecondazine omologa,  che consiste nella fecondazione artificiale realizzata in laboratorio con ovuli o spermatozoi appartenenti biologicamente alla coppia. Per la fecondazione eterologa, invece, quella che comporta la fecondazione degli ovuli da donatrice con lo sperma del partner, si sta aspettando che siano varate normative regionali a riguardo. Il centro di sterilità si dice, comunque, pronto ad effettuare la fecondazione eterologa una volta che tali direttive saranno state emanate. I tempi di attesa sono di 3-4 mesi con percentuali di successo comparabili a quelle presenti nei maggiori centri di fecondazione assistita a livello mondiale. Si effettuano 250 -300 cicli all’anno; in pratica questo significa che, ogni coppia non puo` ripetere il trattamento piu` di una volta all’anno, in tal modo circa 300 coppie  annualmente, hanno l’opportunita` di poter usufruire di questa inizitiva. La procedura viene effettuata in day-hospital.

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Per ulteriori informazioni contattare:  SEGRETERIA: 081/5665610 oppure 081/5665602

Cliccare sul video per visualizzare l’intervista completa con il Professor Nicola Colacurci

Simona Caruso