Miti3000.it e Napoliflash24 vi presentano una scultura preziosa, che da donna diventò uomo

MANN – Apollo Liricine seduto

Proseguiamo nella presentazione dei capolavori esposti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) con una statua davvero particolare: l’Apollo Liricine seduto che domina il centro della sala I della Collezione Farnese. Si tratta di una statua preziosa già nei materiali, infatti per realizzarla è stato usato il porfido rosso, una pietra dura e difficile da lavorare, usata al tempo dei romani solo per opere destinate all’imperatore anche per il suo colore rosso porpora. L’opera originale, inoltre, presentava gli arti inferiori e superiori in metallo, probabilmente bronzo, che fu sostituito con marmo bianco da Carlo Albacini in seguito al trasporto della statua a Napoli nel 1805. Data la ricchezza dei materiali usati, si ipotizza che la scultura fosse situata in un tempio quale dono dell’imperatore o in un edificio privato dello stesso. La statua è una rappresentazione classica del dio Apollo, ma da alcune incisioni e testimonianze dell’epoca giunte fino a noi, è possibile affermare che in origine la statua fosse una donna che raffigurava la personificazione di Roma, successivamente restaurata alterandone le fattezze in quelle del dio Apollo. La divinità viene raffigurata vestita con un lungo chitone e un ampio mantello, mentre siede su una roccia e suona una lira, strumento tradizionalmente legato al dio. Apollo, infatti, oltre ad essere la divinità dell’Olimpo più importante e celebre dopo Zeus, e ad essere noto come il dio profeta, era anche dio della musica e della poesia e, in quanto tale, era a capo delle muse che, infatti, dimoravano a Delfi, sede del suo oracolo più conosciuto al mondo, nonché dell’ombelico del mondo. Apollo rappresentava anche l’autocontrollo e la conoscenza di se stessi, difatti è celebre la frase che si trovava all’ingresso del suo tempio a Delfi: ‘Conosci te stesso’. In quanto dio della musica è nota la sua gara musicale col satiro Marsia, il quale osò sfidare il dio nel suonare il flauto e questi, dopo averlo vinto col suono della sua musica, lo legò ad un albero e lo scorticò vivo. In qualità di infallibile arciere, invece, è famosa la sua disputa con un’altra divinità dell’Olimpo molto temuta per le sue frecce: Eros; la loro controversia fu causa della nascita di un mito immortale, quello di Apollo e Dafne, celebrato da innumerevoli artisti quali il Bernini, che ne raffigurò il finale in una sua famosa scultura. In onore di Apollo ogni quattro anni venivano celebrati a Delfi, i giochi Pitici, secondi solo a quelli di Olimpia, in cui oltre alle gare sportive si svolgevano anche gare musicali e di poesia. Successivamente Apollo fu venerato anche come dio Sole, in luogo di Helios. Non tutti sanno che Apollo aveva una sorella gemella, Artemide, dai romani chiamata Diana, di cui parleremo nel prossimo articolo presentandovi quella che forse è la più bella scultura esistente di questa dea: l’Artemide Efesia.
I link di riferimento per vedere molte altre foto e riprese dei dettagli di questa scultura e saperne di più sulla storia e i miti ad essa collegati, sono i seguenti:
www.miti3000.it
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MANN – Apollo Liricine seduto

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