In una comunità, quando avviene un reato si crea una frattura, che necessita di un lavoro di rete per proteggere le vittime, mentre le autorità competenti si sforzano di accertare le responsabilità dell’autore. E’ questo il quadro d’azione in cui si cerca di agire nel rispetto della direttiva europea numero 29 del 2012, secondo una logica che mira alla salvaguardia dell’offeso. Per lungo tempo, quest’ultimo è stato messo in secondo piano rispetto al reo che catalizzava l’attenzione di quanti si focalizzavano sul suo recupero. Per rendere concretamente possibile la tutela delle vittime, soprattutto se minorenni, nasce il Progetto Azzurro, che cerca di dare informazioni sui diritti e sui servizi offerti da quei presidi territoriali che sono le autorità di sicurezza e i servizi sociali, per superare il pericolo e il dolore di chi è parte offesa. Nell’incontro introduttivo di un ciclo di lezioni gratuite che, dal 12 maggio al 3 giugno, si svolgeranno in diretta streaming sulla piattaforma Zoom, il progetto è stato presentato da Gemma Tucillo, capo Dipartimento per la giustizia minorile del Ministero, da Patrizia Esposito, presidente del Tribunale per i minorenni di Napoli, da Maria de Luzenberger, procuratore della Repubblica per i minorenni di Napoli e da Raffaele Bracalenti, membro dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali. Se la giustizia è un’esperienza che va oltre il processo e punta alla rinascita degli individui coinvolti, secondo la logica della riparazione del danno, sottesa alla direttiva 2012/29/Ue, allora la pacificazione sociale è possibile grazie a un approccio multidisciplinare, che deve aiutare la vittima a esprimere il proprio dolore così da uscire dal ruolo passivo. Allo stesso tempo, l’autore del reato deve essere accompagnato lungo un processo di responsabilizzazione che educhi. In questa prospettiva, la giustizia riparativa colma la distanza tra l’autore del reato, la società e la vittima. E’ questo il punto di forza di un percorso che nasce nel momento in cui si prende coscienza del fatto di essere vittima di un reato. Maltrattamenti in famiglia, violenza e abuso sessuale, bullismo e cyberbullismo, sessualità e social network sono le principali aree di intervento di Progetto Azzurro, che al sito, www.progettoazzurro.it, abbina i punti di ascolto, che sono le stazioni dei carabinieri, la questura o i commissariati, agli sportelli legali per stranieri e minorenni della Cooperativa Dedalus. Da quando è iniziata l’emergenza legata al coronavirus, è attivo il numero 081 7447111, un punto informativo a cui ci si può rivolgere per chiedere aiuto o spiegazioni. Ogni martedì dalle 16.30 alle 18.30 si terrà un corso di formazione in quattro lezioni, tenute da esperti del settore, magistrati e avvocati della giustizia minorile. Con “Il riconoscimento dello status di vittima” il 12 maggio inizierà il percorso con una riflessione sull’offeso, che per l’ordinamento europeo può essere sia la persona che subisce un danno, sia i suoi superstiti nel caso muoia per la gravità del reato perpetrato ai suoi danni. Per informazioni e per l’iscrizione è possibile rivolgersi all’Iprs scrivendo all’indirizzo mail segreteria@iprs.it oppure telefonando al numero 06 32652401.