Sarà in scena l’11 luglio 2019 alle ore 21.00 presso la Galleria Toledo – nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2019Processo a Fellini che vuole rendere omaggio all’immenso talento di Giulietta Masina, strappandola ai personaggi ingombranti di Cabiria e Gelsomina, per dare voce e dignità anche alle sue ombre. Da un’idea originale di Mariano Lamberti, diretto dallo stesso (autore e regista di cinema e tv) e scritto da Riccardo Pechini, è un testo crudo e avvincente, che racconta i lati più bui e dolorosi di un’unione tra le più celebri di sempre.

Che cosa direbbe Giulietta Masina se avesse potuto esprimere pubblicamente la sua frustrazione come donna, moglie ed artista, se ora potesse parlare come donna che si è riappropriata di se stessa attraverso uno spettacolo che da voce alla sua parte offesa, umiliata e rabbiosa? Lo spettacolo unisce elementi biografici ad altri di pura invenzione, con un ritmo serrato, quasi un thriller psicologico che svelerà il suo mistero solo nel finale. Assisteremo alla metamorfosi di una donna riservata, relegata ad un immaginario di purezza infantile, in una donna consapevole, adulta e vendicativa. Una sorta di viaggio nell’anima non solo di Giulietta, ma di tante donne vissute all’ombra di un uomo ingombrante, intoccabile, a volte indifferente.

Giulietta si sveglia di soprassalto, una strana presenza sembra essersi introdotta in casa in piena notte. Un ladro, uno squilibrato, o forse una figura ancor più inquietante.  

Al rumore dei passi che si dirigono risoluti verso la camera da letto, Giulietta sviene. Quando si riprende, si accorge che l’intruso non è altri che un giovane ragazzo. Ma l’inquietudine rimane, poiché il giovane dice di conoscerla intimamente fin da bambina, malgrado la notevole differenza d’età che separa i due.

Il ragazzo è insofferente, minaccioso e fatica a trattenere la rabbia. Ma non è Giulietta il bersaglio della sua furia, anzi il giovane appare profondamente partecipe dei trascorsi a volte destabilizzanti e dolorosi vissuti dalla donna in tenera età. Giulietta è confusa e non si fida, ma sente suo malgrado di condividere con quello strano individuo un legame profondo. Non solo, le sembra addirittura di aver progettato assieme a lui un piano misterioso che coinvolge il suo celebre marito.

L’accaduto si rivela essere un sogno che Giulietta racconta al proprio analista. ISulla sedia che occupava il giovane c’è infatti ora uno psicologo che, con tono distaccato, mette in luce le contraddizioni che affiorano inconsapevolmente dalle parole della donna. Si tratta di vere e proprie rimozioni. L’immaginario femminile di Federico è carnale, invadente, inglobante, eppure ha relegato proprio lei, sua moglie, nel personaggio di una donna infantile, ingenua ed asessuata.

Da questo momento in poi in scena si avvicenderanno figure reali o immaginarie, tra cui un suo vecchio amore, personaggi apparsi nei film da lei interpretati, Mastroianni e ovviamente Federico Fellini, con il quale avrà un confronto finalmente aperto.

Il ritmo si farà sempre più serrato, fino ad arrivare ad un parossismo in cui alla rabbia si sostituirà non la rassegnazione (come avrebbero voluto i costumi dell’epoca) ma la rivendicazione di una femminilità a lungo repressa e la trasformazione in una donna consapevole, determinata e rappacificata col proprio passato.

PROCESSO A FELLINI

scritto da Riccardo Pechini con la collaborazione di Mariano Lamberti

diretto da Mariano Lamberti

con Caterina Gramaglia e Giulio Forges Davanzati

produzione Sycamore T Company di Cinzia Storari

Galleria Toledo

Via Concezione a Monte Calvario, 34, Napoli