Si è alzato il sipario, sulla programmazione del Teatro Tram di Napoli: Primo Sangue, che replicherà nel teatro di Port’Alba fino al 25 ottobre. Nella sala, che come tutti gli altri teatri ha riaperto a capienza ridotta per rispondere alle misure di contenimento del contagio da Covid-19, l’opera, scritta e diretta dal direttore artistico del teatro Mirko Di Martino, ha visto Orazio Cerino Errico Liguori interpretare due fratelli impegnati in una sfida di scherma, sport e vita, all’interno del teatro trasformato, per l’occasione, in una sala d’arme e con il pubblico disposto lungo i due lati della pedana. Questa è la storia di una famiglia e di sfide irrisolte. Aldo e Edo sono cresciuti insieme e insieme hanno vinto tutto, fino al momento in cui è accaduto qualcosa che li ha separati, dodici anni prima nel corso di un duello sportivo. E’ il momento di regolare i conti in sospeso, è l’occasione per concludere finalmente quella finale, decretare il vincitore e di scoprire  cosa sia successo, davvero, in quella notte di tanti anni prima. 

Edo e Aldo sono due fratelli separati dalla stessa famiglia, da un padre padrone che ha usato il loro stesso senso agonistico per metterli l’uno contro l’altro, per farli combattere da nemici alimentati da rabbia e risentimento. La delineazione psicologica dei due personaggi usciti dalla penna di Di Martino, è sapientemente interpretata da Cerino e Liguori. Il rancore, il risentimento e la frustrazione di Aldo, il fratello rimasto a prendersi cura del padre e della madre, è cesellata e incredibilmente realistica,  così come lo è quella di Edo che ha lasciato tutto all’improvviso, gettandosi alle spalle le competizioni agonistiche e rinunciando ad una vita di successi sportivi. Così il timing tra i due è incalzante, veloce, sincopato come deve essere quello di due fratelli in cui la rabbia crescente li indurrà a sfidarsi in un duello al “primo sangue”.
 
Sono troppi e troppo profondi i rancori che si sono accumulati tra i due nel corso degli anni. Sembra di assistere ad uno dei drammi familiari venuti fuori dalla penna di Tennesee Williams, dove l’amore/odio per Il padre e la rivalità tra fratelli, determina e permea il loro carattere, le loro scelte ed in ultima analisi la loro intera vita. Non siamo nell’America degli anni 50, ma in Italia ai giorni nostri, ma la descrizione emotivo-psicologica dei tormentati personaggi è altrettanto profonda ed il loro conflitto per arrivare alla “verità” altrettanto devastante. È un dramma universale quello della mancata comunicazione e comprensione tra genitori e figli, quello della rivalità tra fratelli, che però, perché connessi da un legame profondo: quello del sangue sa trovare sempre una via per andare avanti, superando ostacoli ed incomprensioni attraverso la forza dei sentimenti e la voglia di perdonare.
 
“Abbiamo scelto di tenere aperto il TRAM nonostante la drastica riduzione dei posti – racconta Mirko Di Martino -. Il nostro teatro è una casa per le tante persone che lo frequentano. Stiamo provando a resistere, ma non è sostenibile andare in scena a queste condizioni. Purtroppo, le istituzioni sono assenti, ma ci resta il calore della nostra comunità”.
 
Da venerdì 16 a domenica 25 ottobre 2020
giovedì e venerdì ore 21.00, sabato ore 19.00 e ore 21.00, domenica ore 18.00

 

Testo & Regia di Mirko Di Martino

con Orazio Cerino, Errico Liguori
scene di Giorgia Lauro
aiuto regia Angela Rosa D’Auria
maestro d’arme Nicola De Matteo
allenamenti presso Circolo Nautico di Posillipo
con i maestri d’arme Aldo Cuomo e Lorenzo Buonfiglio
produzione Teatro TRAM e Teatro dell’Osso

Teatro TRAM via Port’Alba 30, Napoli
mob. 342 1785930