Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Non buono il primo…

Primo appuntamento con uno con cui non ho particolare confidenza o conoscenza approfondita… giusto “buongiorno e buonasera“, come si suol dire. La cosa potrebbe anche incuriosirmi ma in fondo accetto l’invito più che altro per assecondare i consigli che con affetto mi vengono dispensati.

«Non puoi sapere come vada se non vi date la possibilità di conoscervi», sono le sempre sagge parole della mia amica Carla… sempre le stesse, peraltro, visto che ogni volta, per me, si ripete la medesima storia: nessuno mi colpisce e raramente do seconde chance.

«Va bene, Carla, hai sicuramente ragione tu!»

Purtroppo, però, le cose vanno così: appena mi raggiunge e si siede, in tutto dieci parole a testa, il tipo, con un mezzo sorriso ebetamente beffardo, inizia a soppesarmi con uno sguardo da Freud dei poveri, socchiude leggermente gli occhi per soppesarmi ancor meglio e sospira con l’aria di chi la sa lunga, di chi ha molto navigato, di chi ha la diagnosi in pugno!

Poi lascia scorrere alcuni interminabili secondi, perché anche i secondi possono essere interminabili se ti trovi davanti uno con occhio da trota salmonata che si atteggia a luminare di psicologia… dopo questa manciata di istanti senza fine, pronuncia la conclusione a cui la sua intensa ponderazione lo ha portato: «Devi essere una donna che ha sofferto… ma non vuoi che gli altri se ne accorgano… beh, solo animi attenti come il mio riescono a leggerlo… secondo me, sei figlia unica e nata sotto il segno della bilancia…»

A quest’ultimo tris di puntini sospensivi, nel lato destro del mio cervello parte l’eco delle parole con cui mi ha salutata Carla:

«Per favore, non mandarlo affanchiul dopo la prima mezz’ora, com’è nelle tue abitudini! Resisti e vedrai che qualcosa di buono ci uscirà… uscirà… uscirà…»

Nel lato sinistro, invece, l’eco delle parole pronunciate da una voce fastidiosa, supponente:

«Mollalo, non perdere tempo, mollalo ora… ora… ora…»

Ovviamente la seconda voce è la mia, le parole escono dal mio cuore. E allora lo fisso con un retropensiero del tipo non sarà nemmeno colpa tua ma io davvero non reggo questa banalità di approccio mascherata da sopraffina profondità d’animo. Lascio frapporsi qualche altro attimo, il tempo di risentire Carla «…perciò rimani sola, perciò!», e poi, incapace di inventare qualsiasi giustificazione, gli sussurro semplicemente: «Scusami…».

Quando mi alzo e mi allontano con flemma risoluta, sono certa che farò a meno di una seconda seduta di psicologia da strapazzo.

In compenso, tornando verso casa mi sento così bene che decido di meritarmi pizza, birra doppio malto e gelato, anche perché… sono rimasta a bocca asciutta!

Luciana Pennino

“Grazie, ho trascorso una serata veramente meravigliosa. Ma non è questa.” (Groucho Marx)

A proposito dell'autore

Luciana Pennino

Esordiente nel 2017 con "Primule fuori stagione" (Iuppiter Edizioni). Per Napoliflash24 pubblica settimanalmente i "Pezzulli" e cura le rubriche di interviste "La Bellezza salverà Napoli" e "Tips for Startuppers".

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