Primi in sicurezza
Secondo dati ministeriali, in Italia ogni settimana un bambino muore a causa dell’ostruzione delle vie aeree. Tra i minori di quattro anni,  il 27% delle morti accidentali è causato all’inalazione di un corpo estraneo. I lattanti e i bambini fino ai tre anni d’età scoprono il mondo mettendo in bocca tutto ciò che incontrano sulla propria strada. Così si spiega il 70% degli incidenti tra i bimbi dai dodici ai trentasei mesi. Nei primi due anni di vita, invece, la maggior parte di loro non ha ancora molari e premolari, perciò non può frammentare i cibi più duri. Inoltre, il meccanismo della deglutizione e della respirazione è ancora poco sviluppato. Basta poco per rischiare tanto. Lo sa bene Maria Di Fiore, una mamma napoletana che anni fa fece dei corsi di primo intervento per essere utile al prossimo e divulgare nozioni utili. Durante un pasto con la sua famiglia, vede il proprio bambino alzarsi di scatto, impallidire portandosi le mani al collo. Maria ha la freddezza di portarsi alle spalle di suo figlio e di stringerlo a sé, comprimendo la parte dell’addome nel modo utile all’emissione di quel pezzetto di carne che lo stava soffocando. È la manovra di Heimilich, fatta con la freddezza di chi sa cosa fare. I corsi le hanno permesso di eseguire il movimento giusto, mantenendo quel giusto distacco che ti permette di intervenire anche quando il prossimo non è un estraneo ma tuo figlio. Gran parte di questi incidenti avviene nella banalità del quotidiano, laddove più ci sentiremmo al sicuro. Sia la casa, l’oratorio, la scuola. Maria ha continuato il suo percorso, diventando anche operatore blsd, usando il defibrillatore, oramai in uso obbligatorio ovunque vi sia affluenza di gente e soprattutto di bambini. Martedì 18 dicembre potrete incontrarla al corso gratuito “Primi in sicurezza”, che si terra’ dalle ore 16.30 nel Salone parrocchiale della Chiesa di san Vincenzo Pallotti in via Manzoni, 1 A.Le manovre che verranno dimostrate hanno una percentuale di riuscita pari al 95% e, nel caso l’ostruzione delle vie aeree sia totale, sono di vitale importanza, se si pensa che nei quattro minuti che bastano ad andare in arresto cardiaco, l’ambulanza del 118 può solo uscire dal cancello dell’ospedale.


Pamela Cito