I nostri dipendenti stanno ancora aspettando la cassa integrazione, il decreto liquidità stenta a decollare, oggi apprendiamo che potremo riaprire dal primo di giugno. Significano altri 9 miliardi di danni che portano le perdite stimate a 34 miliardi in totale dall’inizio della crisi. Forse non è chiaro che si sta condannando il settore della ristorazione e dell’intrattenimento alla chiusura. Moriranno oltre 50.000 imprese e 350.000 persone perderanno il loro posto di lavoro“. Con un messaggio forte la Federazione Italiana Pubblici Esercizi reagisce alle nuove disposizioni con cui il governo centrale pensa di far fronte all’emergenza sanitaria ed economica. Le riaperture a singhiozzo da oggi ai prossimi due mesi non sembrano trovare il favore di chi opera nel settore, fermo restando le misure di sostegno nazionali e locali, finora adottate. “Gli stabilimenti balneari sono allo stremo e non saranno in grado di non lavorare per più di un mese“, incalza la Fipe, che rilancia: “Servono risorse e servono subito a fondo perduto, senza ulteriori lungaggini o tentennamenti. Tutto questo a dispetto sia del buon senso che della classificazione di rischio appena effettuata dall’Inail che indica i Pubblici Esercizi come attività a basso rischio“.

Dello stesso tenore sono le reazioni odierne di Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio Campania, le cui rivendicazioni suonano come richieste d’aiuto a un settore che, ogni giorno che passa, teme danni gravissimi, che si tradurrebbero in un collasso per migliaia di imprese: “In queste condizioni diventa vitale il sostegno finanziario alle aziende con indennizzi a fondo perduto che per adesso non sono ancora stati decisi. Chiediamo al Presidente Conte un incontro urgente, anzi urgentissimo per discutere di due punti: riaprire prima e in sicurezza; mettere in campo indennizzi e contributi a fondo perduto a favore delle imprese“.

Dello stesso tenore sono le richieste avanzate da Luciano Rezzuto, segretario generale di Unimpresa Campania, al governo regionale. Si chiede che “predisponga in tempi brevissimi ulteriori provvedimenti a sostegno delle micro e piccole imprese, per far fronte all’ennesimo impegno economico necessario per la sanificazione degli ambienti di lavoro e i vari adeguamenti collegati all’emergenza“. Intervistato da Adnkronos, Vito Grassi, presidente di Confindustria Campania, auspica la cooperazione di tutti per una rapida riorganizzazione dei servizi essenziali, trasporti e mobilità in primis, così da poter attuare la ripartenza, che altrimenti rischia di restare lettera morta. “La scelta di far ripartire l’economia, con step diversi e con le necessarie misure di sicurezza sanitaria, è una scelta coraggiosa ma non rinviabile“.