Si è svolta a Napoli la marcia antirazzista e pacifica, promossa da quasi 170 associazioni, organizzazioni e soggetti collettivi, accomunati dall’appello per l’accoglienza, il rispetto dei diritti umani, delle pari opportunità e del dialogo. In tutta Italia le scuole superiori che vi hanno aderito sono centoventotto in sessantuno province, di cui ventidue in Campania.

L’Ansa scrive di quasi ventimila persone scese in piazza nonostante la fitta pioggia, che ha bagnato la città per tutta la mattinata.

Molta partecipazione anche sui social, Instagram in primis, dove la mobilitazione è nata e si è diffusa, partendo dalla campagna “Io ci metto la faccia“, lanciata attraverso “Prima le persone“, pagina Facebook.

Dalle colonne de Il Mattino, Andrea Morniroli, uno degli organizzatori, ha dichiarato che “Prima le persone è una frase da ricordare a quella politica che alimenta paura e rancore per quotarle sul mercato elettorale, significa dire che le differenze sono una risorsa e non un problema, che donne e uomini migranti sono un valore e che non si torna indietro sui diritti delle donne come volevano al congresso di Verona».

Molte i colori che hanno reso variopinto il corteo, tra cui Acli, Arci, Arcigay, Amnesty International, Comunità di Sant’Egidio, Chiesa Valdese, cooperativa Dedalus, Cgil, Uil.

In pochi giorni sono state raccolte quasi milleduecento firme che vanno ad aggiungersi a quelle raccolte nelle precedenti manifestazioni, ovvero quella di Milano del 2 marzo scorso e quella di Trieste del 13 aprile.

La dichiarazione rilasciata da Nicola Ricci, segretario regionale della Cgil racchiude il senso della giornata: “La Cgil Campania è scesa compatta con tutte le sue categorie e Camere del Lavoro territoriali contro le disuguaglianze sociali che nel Mezzogiorno sono amplificate e per ribadire che le persone sono tutte uguali. Siamo stati in marcia insieme a tante diversità perché crediamo che, come ha dimostrato la manifestazione di Milano, le oltre 200 associazioni rappresentano un valore con le proprie esperienze. Abbiamo portato in piazza il mondo del lavoro, quello sfruttato, sottopagato, vittima delle ingiustizie e del caporalato. L’intolleranza, la xenofobia, i nazionalismi, l’autoritarismo non devono prevalere sulla democrazia, la tolleranza e l’accoglienza”.