“Sono convinto che i ragazzi faranno una buona partita contro la Sport Management”, aveva detto Paolo De Crescenzo alla vigilia della gara. Ci ha preso in pieno. Carpisa Yamamay Acquachiara nettamente in ripresa rispetto alla squadra che ha vinto, giocando male, a Firenze e a Roma.

“Stasera mi sono divertito – ha aggiunto il tecnico biancazzurro al termine della gara con la squadra dello squalificato Baldineti, sostituito in panchina da Averaimo -. Ho visto una bellissima partite e due squadre che hanno cercato di vincerla fino all’ultimo secondo. Uno spettacolo che avrebbe meritato ben altro pubblico rispetto a quello presente stasera”.

Duecento persone o poco più per una partita, oltre che bella, anche molto importante. L’Acquachiara era chiamata a difendere il terzo posto dall’assalto della Sport Management, la missione è stata compiuta. “Potevamo pure vincerla questa gara, ma siamo arrivati molto vicino anche alla sconfitta. Il pareggio, nel complesso, è giusto e mi soddisfa”, conclude De Crescenzo.

Anche perchè i biancazzurri lo hanno conquistato contro una squadra più forte, senza Perez e per buona parte del match senza Scotti Galletta, espulso per proteste nel secondo tempo. Bene la Carpisa Yamamay soprattutto nella seconda parte della gara, nella quale è riuscita – dopo un lungo inseguimento – a raggiungere e sorpassare gli avversari. Sia l’aggancio (7-7) sia il sorpasso (8-7) portano la firma di Antonio Petkovic. La rete del vantaggio biancazzurro, l’unico in questa partita, è un piccolo capolavoro: palomba da posizione defilata e pallone che va a spegnersi nell’angolino alla destra di Volarevic dopo aver scavalcato il portiere.

L’Acquachiara potrebbe allungare, ma il portiere ospite riesce a neutralizzare la conclusione di Marziali, servito da Petkovic, con l’uomo in più. Dal possibile 9-7 si passa all’8-9 in ottanta secondi: anche stavolta il controsorpasso appartiene allo stesso giocatore, Michele Luongo, che ha vinto la sfida in famiglia con il fratello Stefano e perso il confronto a suon di gol con Petkovic: 6 a 5 per il biancazzurro, che riporta nuovamente il punteggio in equilibrio (9-9) con un “alzo e tiro” dei suoi quando mancano quattro minuti al termine dell’incontro.

Ricco di emozioni il finale della gara: a Razzi risponde Stefano Luongo, a Michele Luongo replica ancora Petkovic trasformando a 11″ dal termine il rigore del definitivo 11-11, conquistato da Paskvalin: il croato non ha giocato all’altezza del suo ottimo rendimento stagionale, ma vale il terzo posto il penalty che ha ottenuto nelle battute finali dell’incontro.

Buono l’arbitraggio di Daniele Bianco e Caputi, che non hanno colpe sulla rete dell’1-2 completamente fasulla segnata da Andrea Di Fulvio alla fine del primo tempo: quando il giocatore ha scagliato il tiro, i 30″ di possesso palla della Sport Management erano scaduti. Non è la prima volta che l’Acquachiara paga la scarsa attenzione di chi sta in giuria.

ACQUACHIARA-SPORT MANAGEMENT 11-11 (1-2; 3-4; 3-1; 4-4)

Carpisa Yamamay Acquachiara: Caprani, Marziali, Rossi, Paskvalin, Scotti Galletta, Petkovic 6 (3 rig.), Lanzoni 2, Ferrone, Luongo S. 2, Valentino 1, Astarita, Gitto, Lamoglia. All. De Crescenzo.

Bpm Sport Management: Volarevic, Luongo M. 5 (2 rig.), Binchi, Zimonjic, Filipovic, Di Fulvio A. 1, Ivovic 1, Di Fulvio C., Lapenna 1, Bini 1, Razzi 2, Sadovyy, Conti. All. Baldineti (in panchina Averaimo).

Arbitri: D. Bianco e Caputi.

Superiorità numeriche: Acquachiara 5/12 +4 rig., Sport Management 2/7 +2 rig.

Note: espulsi per proteste Scotti Galletta (A) nel secondo tempo, M. Luongo (S) nel quarto. Volarevic (S) ha parato un rigore a S. Luongo nel terzo tempo. Usciti per limite di falli: Binchi (S) e Filipovic (S) nel terzo tempo, Ferrone (A), Ivovic (S) e Bini (S) nel quarto.