Il 22 maggio, in occasione dell’inaugurazione di Flow dell’artista Max Coppeta, esposta per la prima volta nella sua versione completa alla Reggia di Caserta nel 2018, è stato presentato il video dall’Associazione Culturale Internazionale ART1307, un documento dell’inaugurazione dell’opera Flow. L’omaggio di Max Coppeta, vuole essere una dedica al secolo dei lumi, in cui si andò sviluppando un enorme flusso di energia creativa sotto l’egida di Reali illuminati come Carlo di BorboneNel video anche l’intervento di Vincenzo Mazzarella, responsabile dell’Arte Contemporanea alla Reggia di Caserta. L’evento, promosso da Art1307,  ha avuto il patrocinio del MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Museo Madre.

La scultura cinetica Flow, appartenente alla ricerca “Piogge Sintetiche”, è stata messa in azione, in occasione dell’inaugurazione, attraverso una performance di danza del corpo di ballo Skaramacay, con la coreografia di Erminia Sticchi. L’intervento installativo, a cura di Cynthia Penna, patrocinato dal MIBACT (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e dal Museo Madre, interagisce con lo spazio e il fruitore. Caratteristica principale di questo lavoro è il movimento: gli archi, che la compongono, sono stati progettati per basculare, trasmettendo un senso di instabilità, tipico di un flusso liquido.

La Reggia di Caserta, cuore pulsante e vivo dell’opera vanvitelliana, è caratterizzata dalle meraviglie del parco con le sue fontane alimentate dall’acquedotto Carolino. Questo è il punto di congiunzione che apre una profonda riflessione e connessione con gli archi e i vetri di Flow. L’acqua diventa elemento che genera vita e movimento, mentre l’arco è un chiaro riferimento sia alla struttura architettonica dell’acquedotto, sia alla gabbia toracica, che nella scultura protegge il corpo vivo e fragile del cristallo, sinonimo degli organi vitali dell’opera. Mettere in relazione un progetto ingegneristico e architettonico con il pensiero poetico dell’installazione, è un modo per poter cogliere gli elementi che dal contemporaneo ci portano indietro, in un passato dove l’immaginazione si concretizzava nella realizzazione di grandi opere.

Coppeta appartiene alla nuova generazione di artisti che hanno voluto assumere su di sé il compito di proseguire e portare avanti la tradizione e l’eredità dell’arte Cinetica nel mondo: un’arte che ha visto i suoi primissimi albori con le opere del grande artista franco-ungherese Victor Vasarely e poi del movimento GRAV a Parigi, per svilupparsi in seguito attraverso la ricerca di artisti sudamericani e francesi i cui nomi appartengono al Ghota dell’arte mondiale: Jesus Raphael Soto, Carlos Cruz-Diez, Julio Le Parc, Horatio Garcia Rossi, François Morellet e tanti altri. Coppeta è inoltre, per l’attenzione particolare ai fenomeni percettivi, come la luce, il punto di congiunzione tra l’Arte Cinetica e il movimento californiano Light and Space.