I sentieri letterari di Nisida, la Passeggiata Misenate di Bacoli, Villa Campolieto a Ercolano, la Grotta di Seiano e il Parco archeologico del Pausilypon sono tra i seicento luoghi aperti, sabato 15 e domenica 16, dalle delegazioni del Fondo per l’Ambiente Italiano in trecento città italiane, dove si punta ad accogliere fino a duecentoventimila visitatori, circa un terzo rispetto a quelli di un passato non segnato dalla pandemia.

La XXIX edizione, presentata in una videoconferenza sia a livello regionale che nazionale, si preannuncia come una delle più grandi sfide del nostro Paese, chiamato a fare dei frutti della vocazione culturale il proprio veicolo di ripresa. A Napoli, nella sola giornata di domenica, sarà possibile percorrere il Parco letterario di Nisida, l’isolotto di origine vulcanica che ospita il carcere minorile e una base militare. Restando nella Piana di Coroglio, sia nella giornata di sabato che in quella di domenica, si potrà prenotare anche una visita al Parco Archeologico del Pausilypon, al quale si accede tramite la grotta di Seiano, derivante da uno scavo fatto nel banco tufaceo della collina di Posillipo nel 37 a.C. Da qui, si giunge a una villa eretta nel I secolo a.C. da Publio Vedio Pollione, cavaliere romano. I giovani del Gruppo Fai napoletano preannunciano una visita spettacolare del “luogo che fa cessare gli affanni”, “Paulypon” per dirla alla maniera di Pollione. Nel quartiere di Montecalvario si aprono le porte del complesso monastico di San Nicola da Tolentino, costruito nel 1619 da Giovan Giacomo di Conforto. Sia sabato che domenica sarà possibile visitare la chiesa con la sua sacrestia, ricca di lapidi votive, una parte del monastero e il giardino dove ci sono steli di pietra che raffigurano le stazioni della via Crucis. Spostandosi a Ercolano, si potrà prenotare la visita a una delle centoventidue dimore erette lungo il Miglio d’oro: Villa Campolieto, appartenuta al principe Luzio Di Sangro, cugino di Raimondo di Sangro, nobile mecenate della Cappella Sansevero. L’equilibrio tra uomo e natura è al centro dell’architettura dell’edificio, frutto dell’estro creativo di Mario Gioffredo e dei Vanvitelli. Se al suo interno si potranno ammirare i dipinti sulle dodici fatiche di Ercole, oltre al famoso scalone monumentale, dalle sue terrazze si godrà di una visuale spettacolare del Golfo di Napoli. D’altronde, tutti i percorsi proposti in questa XXIX edizione delle Giornate Fai di Primavera racchiudono scorci unici sull’incantevole golfo cittadino. A Bacoli il Gruppo Fai di Pozzuoli e dei Campi Flegrei accompagnerà i visitatori nella Passeggiata Misenate, lungo la quale, partendo dal Teatro romano per arrivare alla spiaggia di Miseno, si potrà sostare presso il Sacello degli Augustali, l’antico porto e la Grotta della Dragonara. Il Parco delle Sorgenti Ferrarelle di Riardo sarà uno dei siti aperti a Caserta. Tra gli altri, si segnalano la Cappella della Madonna della Stella e il centro storico di Pietramelara, mentre nell’avellinese si annovera il Complesso monumentale di Palazzo Filangeri a Lapio e Castelvetere sul Calore, il Ponte Leproso nel beneventano, dove saranno aperte le chiese di Santa Clementina e dei Santissimi Cosma e Damiano, oltre al Parco naturalistico Cellarulo. All’invito a riscoprire la bellezza napoletana, se ne aggiunge un altro espresso durante la conferenza stampa nazionale, trasmessa dal Ministero della Cultura: il senso dell’unità dell’Italia e dell’Europa è uno dei moniti di una pandemia che ha fatto emergere la dipendenza di ciascuno da tutti. Proprio l’Ue, per il quinto anno, affianca il Fai con un sostegno agli interventi di restauro di alcuni dei beni aperti, in un’ottica di tutela della salute del pianeta, dei cittadini e dell’economia. Per salvaguardare il benessere della nostra città e del nostro Paese, mai come oggi l’attenzione va riposta sull’ecologia, sul turismo e sulla cultura dello sviluppo sostenibile. L’ambiente non è più l’aspetto naturale del paesaggio, tanto da essere presentato come una relazione evolutiva tra natura e storia che è stata armoniosa fino alle rivoluzioni industriali, quando la violenta intromissione delle macchine ha rotto gli equilibri, arrivando a minacciare la vita stessa dell’uomo. In quest’ottica si riscontra un’affinità di obiettivi tra il Fai e il Ministero della Cultura, chiamato a una comunione di forze col Ministero della Transizione ecologica, per adempiere agli obiettivi che, un tempo, erano propri del Ministero dell’Ambiente. A riprova di ciò, nel Salone del Ministro della Cultura, dove si è tenuta la presentazione nazionale dell’evento, le Giornate Fai di primavera hanno ricevuto la targa del Presidente della Repubblica, con l’augurio che il nostro futuro possa essere degno delle migliori stagioni del nostro passato.

Per godere della bellezza recuperata e proposta dal Fai, bisogna fare una prenotazione online. Il ringraziamento concreto ai volontari, che condurranno alla scoperta di alcuni dei più incantevoli luoghi-emblema della cultura italiana, può essere espresso con un contributo minimo di tre euro all’atto della prenotazione, oppure con un sms solidale di due euro che può essere inviato dal 6 al 23 maggio al numero 45586, o ancora con l’iscrizione annuale all’ente.