09 Aprile 2018, il Teatro Diana di Napoli apre i velluti rossi del suo grande palco per ospitare la prima presentazione di “SARA AL TRAMONTO”, di Maurizio de Giovanni, per Nero Rizzoli.

Una luce bianca attende  la voce di Maurizio de Giovanni,  che irrompe emozionata sulla fine delle note struggenti della musica di Marco Zurzolo.

Nella platea il silenzio è assordante, solo corpi inchiodati alle poltrone rosse e sguardi attenti rivolti al palco. L’attesa sta per finire, Sara sta per arrivare.

Maurizio racconta del primo incontro in una sera di pioggia, nella solitudine della notte. Una notte che avrebbe cambiato il corso delle cose, una notte che con un inciampo gli  lascia la responsabilità di una nuova ospite, della quale prendersi cura.  Maurizio le va incontro e l’ascolta, cammina con lei, si fonde con lei, le fa strada fino a noi.

Come promesso dallo stesso autore, il regalo per il pubblico c’è ed è veramente inatteso.  Una bravissima Isabella Ragonese e Maurizio de Giovanni si donano in una messa in scena teatrale di grande pathos.

I dialoghi e le battute si fondono con la musica del sax, incorniciando i tratti salienti della storia e dei personaggi.

Il tempo sembra fermato nella dolcezza e nella poesia di un lungo momento, interrotto solo nel finale dallo scroscio di un lunghissimo applauso.

La storia

Sara Morozzi ha 55 anni, è una donna che sa come essere invisibile. Non una dote paranormale ma una lunga esperienza di  poliziotta nel campo delle intercettazioni. In pensione anticipata vive in solitudine con la costante compagnia di un passato doloroso. È una donna che per amore del suo capo ha sacrificato la sua prima vita, un marito e un figlio.

La morte prematura del suo uomo la lascia in uno stordimento dal quale si riscuote solo quando l’ennesimo dolore le cambia, ancora una volta, tutto. Un incidente le porta via il suo unico indimenticato figlio. Un incidente che non convince Sara, che decide di indagare.

Sara ritorna, richiamata in servizio in modalità non ufficiale da una ex collega dei servizi segreti allo scopo di fare chiarezza lì dove la giustizia non è riuscita nel suo compito.

Deve farlo, deve rimettere in campo le sue doti: arguta detective, riesce infatti a scrutare i comportamenti umani anche a distanza, leggendo il labiale e studiando le movenze del corpo.

Sara ritorna e lo fa con una strana squadra, formata da un ex collega maldestro di nome “Davide Pardo” e dalla ragazza che la renderà nonna, “Viola”, freelence all’ottavo mese di gravidanza.

Cornice dei loro incontri, una panchina nel parco, sempre la stessa, alla stessa ora. Un luogo che sarà loro complice, nel limbo dell’ultima fetta di tramonto.

L’uccisione del ricco finanziere Molfino e l’indagata figlia tossicodipendente sono i protagonisti del loro primo caso, presumibilmente apripista di altri. Infatti, nella cantina della nostra detective un vero e proprio archivio costituito da pile di faldoni ci fa ben sperare che il caso “Molfino” sia solo la prima di moltissime altre indagini.

Isabella Ragonese

Per ora ci godiamo questa storia e questa donna, che la penna di Maurizio de Giovanni  ha coniugato con la solita freschezza , bilanciando perfettamente il giallo e il rosa. Lo ha  fatto alla sua maniera, indagando  soprattutto nei  perché, ed è proprio in quelli che risalendo con molta cura, arriva alla verità.

E per ora, solo per ora, è tutto.

Lucia Montanaro

ph. Lucia Montanaro