Mercoledì, 5 febbraio 2020, alle ore 18:00, a Nola, presso il Museo Storico Archeologico, avrà luogo le Cerimonia Ufficiale del Premio Artis Suavitas 2020, evento organizzato dall’avv. Antonio Larizza con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo (MiBACT), della Regione Campania, dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, del Comune di Nola e del Museo Storico Archeologico di Nola. La conduzione della serata sarà affidata a Veronica Maya, presentatrice e volto noto di importanti programmi televisivi.

Il Premio – dichiara l’Avv. Antonio Larizza, Presidente dell’Associazione Artis Suavitas – è un prestigioso riconoscimento destinato a coloro che hanno contribuito in Italia ed all’estero alla diffusione della cultura e del sapere in diversi ambiti. Un premio che il Comitato Scientifico ha destinato a personalità che con il loro impegno hanno contribuito a far conoscere la nostra nazione, valorizzandone il patrimonio artistico, culturale, economico ed umano oltre che civile e democratico”.

Questi i prestigiosi nomi, individuati dal Comitato Scientifico, che riceveranno il Premio Artis Suavitas 2020: Antonio Nocera, icona indiscussa dell’Arte Italiana. Pittore e scultore fra i più apprezzati in Italia e all’estero; Edoardo Cosenza, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni dell’Università Federico II di Napoli; Presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Napoli, considerato il massimo esperto in Italia in materia di Ingegneria Sismica; Gianluigi Nuzzi, autore di diverse inchieste che hanno avuto vasta eco, anche internazionale e che hanno portato alla luce scandali e segreti che si annidano nei palazzi del potere; Giuseppe Picone, Ètoile e Coreografo internazionale. Primo italiano ad essere ospite al concerto di Capodanno dell’Opera di Vienna. Dal 2016 è Direttore, Coreografo ed Ètoile del Balletto del Teatro di San Carlo di Napoli; Mariafelicia De Laurentis, Professore di Astronomia e Astrofisica per chiamata diretta nel 2018 presso l’Università di Napoli Federico II. Con i sui studi ha contribuito a “scattare la foto del secolo“, essendo stata tra le protagoniste della ricerca che ha portato alla prima immagine di un buco nero.

Inoltre, il Comitato Scientifico ha riservato tre “Menzioni Speciali” per il talento e la non comune capacità di innovazione nei propri ambiti di riferimento alle seguenti personalità: Alessandro Marinella, Brand Manager di “E. Marinella“; Edoardo Sylos Labini, Attore, Autore, Regista ed Editore di “Cultura Identità”; Giacomo Garau, Imprenditore settore Food e Patron di “Olio & Basilico“. 

Nel corso della cerimonia di mercoledì prossimo sarà premiato anche il Laureato più meritevole nel corso dell’Anno Accademico di riferimento, il quale, grazie al prezioso supporto dell’Imprenditrice Assunta Pacificotitolare del ristorante ‘A Figlia d”o Marenaro, riceverà una Borsa di Studio per accedere ad un Master di Secondo Livello presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

Il Museo Storico Archeologico di Nola

Il Museo Storico Archeologico di Nola rappresenta uno straordinario scrigno di testimonianze storiche e archeologiche che catturano il visitatore che spesso è palesemente sorpreso di trovare una testimonianza culturale di tale bellezza in un contesto situato a margine degli ordinari itinerari culturali e turistici. Attraversare le sale del Complesso conventuale di S. Maria la nova, in cui è allestito il Museo, offre infatti una duplice opportunità: da un lato, consente di percepire gli spazi di un’architettura storica, dall’altro, di compiere un lungo viaggio nel tempo scoprendo le profonde radici culturali dell’agro nolano. Un percorso museale ampio che abbraccia molti secoli di storia e di cultura materiale. Il Museo conserva e offre la possibilità di scoprire delle vere meraviglie come, ad esempio, i reperti ritrovati a Nola nel villaggio protostorico, in località Croce del Papa, risalente all’età del Bronzo Antico che fu distrutto da un’eruzione protostorica del Vesuvio, di circa quattromila anni fa. Il vasellame e gli oggetti di uso quotidiano rinvenuti sono conservati ed esposti nel museo dove è dedicata una sala in cui si può ammirare una ricostruzione in legno, di una delle tre capanne rinvenute alla periferia di Nola e ottenuta rilevando i calchi negativi delle strutture conservate in forma di impronte nella cinerite con apposite tecniche fotogrammetriche e con laser scanner. Il percorso espositivo si articola su una superficie espositiva di oltre 1500 mq, disposta su tre livelli, con reperti provenienti da scavi ed attività archeologiche effettuate nell’area nolana e vesuviana.