Il progetto della linea ferroviaria Napoli-Bari, ideato dall’azienda Italferr del Gruppo Fs Italiane e sviluppato con metodologia digitale su commissione della Rete Ferroviaria Italiana, è stato premiato a Singapore nel corso della “The Year in Infrastructure 2019 Conference Advancing through Digital Twins“. Si tratta di un concorso internazionale, a cui quest’anno hanno partecipato quattrocentoquaranta società d’ingegneria provenienti da sessanta Paesi per un totale di cinquecentosettanta progetti in concorso.

Lunga centocinquanta chilometri, la tratta sarà pronta nel 2026 e si prevede che impiegherà un paio d’ore per unire i due capoluoghi meridionali, mentre consentirà a chi parte da Bari di raggiungere Roma in sole tre ore. Questi tempi sono possibili proprio grazie al potenziamento tecnologico, ovvero alla metodologia Building Information Modeling, che farà dell’asse viario uno dei primi snodi dell’alta velocità/alta capacità del Mezzogiorno, collegandolo così al resto del Paese e dell’Europa. La strategicità dell’opera si intuisce se si pensa che la due città metropolitane raggiungono il 40 per cento della produzione meridionale. Il loro traffico merci si svolge ancora su gomma, l’asse ferroviario permetterebbe la riduzione dell’inquinamento.

Il premio è stato ritirato da Daniela Aprea, Bim manager di Italferr. Ha chiarito le ragioni della digitalizzazione delle costruzioni: “L’obiettivo finale è sicuramente la riduzione dei costi di progettazione e in particolar modo di gestione, la quota maggiore nel ciclo di vita di un’opera“. Il costo complessivo del progetto, previsto dalla legge “Sblocca Italia“, si stima si aggirerà attorno ai sei miliardi e duecento milioni di euro.