Pregare

Pregare non vuol dire soltanto

pregare.

Vivere ogni giorno la vita

la propria e l’altrui,

come bene infinito

e finito,

da tutelare.

Vivere il rispetto

e l’amore,

per gli altri,

anche soltanto

con un gesto gentile,

una parola,

detta al momento giusto

e la capacità di capire

che il litigio

fisico

o virtuale

è da evitare.

Essere forti

non significa

come tanti vogliono credere

il proliferare

di gesti villani,

di mani alzate a colpire

e voci irritate.

E’ piuttosto

il silenzio

che vuol dire assenso

e comprensione,

oltre che per la propria

anche per l’altrui ragione

Però,

come sperare che accada

se l’essere umano

non ha fede,

non soltanto in un Dio buono,

morto per lui,

ma anche nella preghiera

alzata al mattino,

per benedire il consueto

e restare vicino

a chi si ama.

Noi non siamo ammalati

per una punizione divina.

E’ un virus umano

che colpisce le genti.

Gli atei e i credenti.

Dobbiamo soltanto capire

che occorre cercare di vivere

laddove sono in tanti a morire.

Capire che il mondo soffre

e restare forti,

facendo ciò che possiamo fare.

A volte non è proprio tanto:

restare a casa,

restare sereni

e, se si è credenti,

pregare.

Poesia inviata da Bianca Fasano

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