Le Universiadi a Napoli hanno rivelato palazzetti ed impianti sportivi di grande fascino: dal Pala Vesuvio, alla piscina della Mostra di Oltremare, allo stesso Stadio San Paolo, che ha ricevuto  uno straordinario “face lift”, grazie anche alla sostituzione dei vecchi sedili con gli oramai famosi e bellissimi sediolini blu come il mare che bagna la città partenopea.

Ma non tutte le strutture sportive hanno avuto la stessa fortuna: lo Stadio Collana, per esempio, lasciato in totale stato di abbandono, ha bisogno di un urgente un processo di riqualificazione affinché gli spalti, il campo, la pista d’atletica, e le palestre siano agibili per la ripresa delle attività sportive. Bisognerà vedere se anche la storica struttura di piazza Quattro Giornate potrà godere delle stesse operazioni estetiche che hanno ricevuto le altre, così che la città possa tornare ad usufruire di questo piccolo gioiello nel cuore del Vomero.

Adesso che i riflettori si sono spenti su questa prestigiosa manifestazione, fonte di orgoglio per Napoli, ci si chiede quale sia il modo migliore per mantenere “in vita” queste strutture. Anche in questo caso il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris e il presidente della Regione Vincenzo de Luca, dovranno collaborare per preservare e gestire questi impianti nella maniera più adatta.

“Napoli ha vinto una sfida.- Le Universiadi sono state un trionfo di entusiasmo e testimonianza dell’impegno investito nel valorizzare lo Sport in tutte le sue forme, gli atleti e le loro delegazioni. “In molti avevano asserito che non fosse, Napoli, pronta ad accogliere, cosa che invece ad una città di mare viene naturale. I campioni sono andati via con il sorriso e nel cuore la voglia di tornare: il calore, il tifo, il plauso della gente di Napoli sono incomparabili: ti entrano dentro”, ha commentato il sindaco nel suo discorso post-Universiadi.

Siamo certi allora che quanto fatto non sia stato solo un fuoco di paglia? Per dimostrarlo è necessario continuare a lavorare su una gestione appropriata delle differenti strutture, affinché siano affidate a personale con competenze e “know-how” specifici. Ristrutturazione, manutenzione, e tutela: questi devono essere gli obiettivi degli addetti ai lavori, per preservare queste bellezze che hanno ritrovato nuovo lustro e splendore.

Roberta Salvati