Rosa Pietra e Stella, prodotto da Parallelo41, è il primo lungometraggio del regista di documentari porticese Marcello Sannino, che in questi giorni ha dato il primo ciak proprio al Granatello di Portici.

Ivana Lotito, l’Azzurra di Gomorra la serie, Ludovica Nasti, la piccola Lila dell’Amica geniale, e Fabrizio Rongione, l’attore belga di origini italiane  che ha recitato in ben sei film dei fratelli Dardenne, tra cui Rosetta, Palma d’oro a Cannes 1999, sono i protagonisti del film.

Le riprese della pellicola low budget (600mila euro) dureranno per cinque settimane, tra Portici e il centro storico di Napoli: dal Porto Borbonico del Granatello, a Villa D’Elboeuf, dalla Reggia di Portici a Porta Capuana al Borgo Sant’Antonio Abate.

Il film racconta  di una Napoli città di frontiera in cui integrazione, clandestinità e legalità sono il fulcro intorno a cui ruotano le vite sia di migranti che di napoletani. È la storia di  Carmela (Ivana Lotito), giovane donna bella e indomita (dietro la quale non è difficile leggere una metafora della Napoli contemporanea) e della sua voglia di uscire dal “vicolo nero che non finisce mai”. Ragazza ribelle, madre di una bimba (Ludovica Nasti), che cerca di cambiare la sua vita facendo affari con gli immigrati per conto di un avvocato. Ma tutto viene sconvolto quando i servizi sociali cercano di portarle via sua figlia: diventando clandestina nella sua stessa terra, come le persone che tenta di aiutare, Carmela proverà a riconquistare la sua bambina.

La pellicola, prodotta da Rai Cinema, e Regione insieme con Film Commission Regione e il Comune di Portici,  vuole raccontare una storia dal punto di vista femminile.  Il regista, che si ispira a: Europa ’51 di Rossellini, Io la conoscevo bene di Pietrangeli, e Rosetta dei fratelli Dardenne, ha basato il suo racconto su una storia vera: “[…] La metropoli è l’occasione di Carmela, la frontiera è Porta Capuana”  ha spiegato lo stesso Sannino.

Fabrizio Rongione, nella parte di Tarek, un migrante algerino, racconta di capire profondamente che cosa vuol dire essere abituato alla condizione di migrante, suo nonno infatti arrivò in Belgio dall’Italia ed ha lavorato anche in miniera, sua nonna era ossessionata dal frigo vuoto; ed è per questo che preferisce  storie a sfondo sociale. Ma quella che sta scoprendo attraverso questo film è una Napoli diversa da quella di Gomorra e del lungomare.

Nel cast anche Imma Piro, Valentina Curatoli, Francesca Bergamo, Anna Redi, Gigi Savoia, Pietro Juliano e David Power. Di Sannino è anche la sceneggiatura, scritta con Giorgio Caruso, Guido Lombardi, il soggetto è co-firmato con Massimiliano Virgilio, alla fotografia Alessandro Abate, al montaggio Giogiò Franchini. Musiche di Riccardo Veno.