Pompei: un’antica catastrofe rivista attraverso gli occhi di una bambina

Ci fermammo sulla terrazza del nostro hotel, sulla Baia di Napoli. Da questo punto di Sorrento, 2000 anni fa, la gente terrorizzata, guardava con orrore mentre la grande montagna chiamata Vesuvio sputando fumo nero e fuoco esplodeva.

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Ci sarebbe piaciuto vedere con i nostri occhi l’eruzione. Mia figlia Nancy, di otto anni, è ossessionata dai romanzi di Misteri romani di Caroline Lawrence, in cui i quattro giovani eroi sono coinvolti nella catastrofe del 79 d.C., Nancy ed io volevamo saperne di più su come i quattro avrebbero vissuto – e potrebbero essere morti.

In estate a Pompei fa caldo ed è polveroso, con poca ombra. Ma Nancy correva dappertutto, eccitata. Era affascinata da una casa in particolare, che aveva ancora un segno di benvenuto sulla soglia, ed una statua nel giardino. Era proprio il tipo di casa in cui la ricca eroina di Lawrence, Flavia Gemina, potrebbe aver vissuto.

I cittadini di Pompei sono morti a causa della cenere vulcanica, mentre la vicina Ercolano fu incenerita dai gas caldi che la hanno immediatamente carbonizzata, e conservato quindi, oggetti tra cui pane e mobili, che sono stati oggetto di una mostra al British Museum (britishmuseum.org).

A Pompei, la cenere meno calda ha distrutto mobili, ma ha pietrificato I corpi viventi, e la caduta di cenere li ha sepolti. Quando i corpi si sono putrefatti alla fine, hanno lasciato buchi che molto più tardi sarebbero stati riempiti per fare calchi in gesso: Nancy guardava, affascinata, la somiglianza di un cane morente, e un uomo rannicchiato in una palla. La mostra al British Museum ha mostrato calchi di una famiglia di due adulti e due figli che si stringevano l’uno all’altro, e un cane, fissati per sempre nel momento della loro morte.

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Dopo una lunga mattinata, camminando per le strade interminabili di Pompei, Nancy era esausta e, in verità, un pochino annoiata. Ma c’era di più da vedere, in cima al Vesuvio, un luogo grigio, nebbioso che odora di zolfo. Si sentiva un vero e proprio senso di pericolo intorno al vulcano che ci ha fatto rabbrividire ancora di più di quello che avevamo già visto.

In serata, di nuovo sulla nostra terrazza, abbiamo guardato di nuovo tutta la vasta baia di Napoli ed il Vesuvio, e leggendo di nuovo le parole di Plinio il Giovane, che ha assistito all’eruzione da Baia: “Una nuvola nera e terribile, serpeggiando raffiche di fuoco, si spalancò in grandi lampi di fuoco, come un fulmine, ma più estesa Successivamente, la nube abbasso` verso la terra e copri` il mare“.

Un modo più perfetto per insegnare la storia di un bambino, non lo riesco ad immaginare

Up Pompeii: Ancient disaster viewed through young eyes

We stood on the terrace of our hotel, looking over the Bay of Naples. From this spot in Sorrento, 2,000 years ago, terrified people watched in horror as the vast mountain they called Vesuvio spat black smoke and exploded with fire.

We’d come to see the destruction for ourselves. My eight-year-old daughter, Nancy, is obsessed with the Roman Mysteries novels of Caroline Lawrence, in which the four young heroes are caught up in the disaster of 79AD. We wanted Nancy to learn more about how the four would have lived – and might have died.

Midsummer in Pompeii is hot and dusty, with little shade. But Nancy sped around, excited. She was fascinated by one particular house, which still had a welcome sign on the doorstep, and a statue in the garden. It was just the sort of wealthy home that Lawrence’s heroine Flavia Gemina might have lived in.

The citizens of Pompeii died after being covered by volcanic ash, while nearby Herculaneum was incinerated by hot gases that instantly carbonised – and thus preserved – items including bread and furniture on show in the British Museum’s new Pompeii exhibition (britishmuseum.org).

In Pompeii, the cooler ash destroyed furniture but cooked living bodies solid, and falling ash settled around them. When the bodies eventually rotted, they left holes that would much later be filled to make plaster casts: Nancy stared, fascinated, at the likeness of a dying dog, and a man curled up in a ball. The British Museum exhibits include casts of a family of two adults and their two children huddled together, and a dog, fixed forever at the moment of its death.

After a long morning walking Pompeii’s endless streets, Nancy was exhausted and, in truth, a little bored. But there was more to see, at the top of Vesuvius, a grey misty place that smells of sulphur. There was a real sense of danger around the volcano which added to the frisson of what we had already seen.

In the evening, back on our terrace we looked again across the vast bay of Naples at Vesuvius, and read back the words of Pliny the Younger, who witnessed the eruption from just such a spot: “A black and terrible cloud, rent by snaking bursts of fire, gaped open in huge flashes of flames; like lightning, but more extensive. Afterwards, the cloud lowered towards the earth and covered the sea.”

A more perfect way to teach history to a young child, I cannot imagine.

The Guardian

Traduzione 

Simona Caruso