L’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. ha seppellito, sotto cumuli di macerie e detriti, la città di Pompei. Ma le vie della Storia, come quelle della Provvidenza, sono infinite e la città è riemersa con tutti i suoi splendidi tesori, le sue strade e le innumerevoli domande dalla sua bara di terra.

La fondazione della città è rimasta sempre uno dei misteri di più difficile risoluzione. Ma negli ultimi giorni, un nuovo cataclisma ha sconvolto gli ambienti accademici: con ‘grande insistenza’, infatti, i recenti studi sembrano aver accreditato una scaturigine etrusca al sito campano.

Molti secoli prima che la città divenisse la florida colonia romana cristallizzata per sempre dall’incandescente magma del vulcano partenopeo, a fondare Pompei sarebbero stati gli Etruschi, popolo ancora in parte misterioso del quale, in ogni nuova scoperta, si intravede la grandiosità.

Massimo Osanna, direttore del Parco Archeologico, ha illustrato all’Accademia dei Lincei, in una tavola rotonda con Fausto Zevi, Professore Emerito di Storia Greca e Romana, le recenti scoperte. Sembra che Pompei sia stata edificata, nell’arco di pochi decenni, da un gruppo eterogeneo di persone, si parla infatti anche di schiavi liberati, tutti accomunati sotto la bandiera della lingua e della cultura etrusche. Avvalendosi di maestranze locali, questa élite riuscì ad edificare le mura, le case e i templi che costituivano il primo scheletro urbano della nuova polis. Le forme delle città e le sue strade avrebbero avuto un’ispirazione etrusca anche nei loro modelli di riferimento, seguendo un collaudato teorema basato sul concetto di: “il cielo e le stelle” . Concetto alla base dell’edificazione di altri famosi avamposti etruschi: Veio, Cerveteri, Tarquinia solo per citare tre delle 12 città che formavano la più importante dodecalopoli” – confederazione.

Va da sé che gli Etruschi sono sempre stati considerati costruttori di città”, riuscendo addirittura a creare un vero e proprio canone per la fondazione di nuovi agglomerati. Le città erano, infatti, il fulcro attorno al quale si sviluppavano i commerci e la cultura del popolo etrusco.

Tornando a Pompei, cosa accade di preciso intorno al V secolo a. C.?

La città filoetrusca, che fino a quel momento si era sviluppata diventando ricca e potente, nel 474 a.C., a seguito della disfatta patita dagli​ Etruschi nella battaglia navale di Cuma, sparì inghiottita nei nuovi territori dello scacchiere politico. Fu solo grazie ai Romani che la città alle pendici del Vesuvio tornò a vivere una nuova stagione commerciale e culturale.

Il destino, tuttavia, quasi una maledizione vichiana, avrebbe di nuovo e stavolta per sempre, affossato la città sotto una cascata di lava rovente.