Le polizze index e unit sono polizze assicurative di tipo finanziario.

Questo significa che viene meno il concetto di “garanzia” del capitale. Infatti, non hanno gestione separata, ma sono collegate all’andamento di indici e/o di fondi comuni di investimento.

Hanno senso quando si vuole avere un investimento finanziario che ci fa partecipare al rendimento del mercato, anziché di una gestione separata in titoli di stato, ma con le caratteristiche di un contratto assicurativo.

Quindi beneficiano della certificazione contrattuale della proprietà dei soldi (contraenza), di chi deve riceverli in caso di vita o di morte (beneficiari), dei benefici fiscali di compensazione delle minus valenze anche su fondi e della sospensione dei bolli dello 0,20% fino a scadenza o disinvestimento.

Le index linked sono legate all’andamento di indici o panieri di indici e di solito hanno scadenze a 5 anni e possono riconoscere anche delle cedole extra al verificarsi di determinati eventi. Oggi sono poco utilizzate.

Le unit linked, invece sono collegate all’andamento di un paniere di fondi comuni di investimento, sono contratti a vita intera, cioè anche se stabilisco una durata contrattuale (che di solito varia dai 10 ai 30 anni), devo disinvestirle o devo avere un sinistro per riavere i miei soldi.

Di solito non si può uscire prima dei 12 mesi e sono previste delle penali di uscita dal secondo anno che diminuiscono fino ad azzerarsi, solitamente nei primi 5 anni. Le penali di questi strumenti sono più basse di quelli a capitale garantito, in ragione della non garanzia del capitale contrattuale, ma di una previsione statistica di rendimento a medio/lungo termine, caratteristica degli investimenti finanziari.

In pratica ti scoraggiano dal vendere troppo presto per evitare di farti perdere capitale a causa delle oscillazioni del mercato nel breve periodo.

Se una parte del portafoglio della unit linked viene investita in gestione separata, con le caratteristiche quindi di garanzia di quella parte di capitale, si parla di polizza multiramo.

Sempre all’interno di questi contratti, una parte dei soldi versati può essere destinata alla copertura caso morte. In quel caso oltre al capitale rivalutato in base alla gestione si può ricevere una cifra aggiuntiva prestabilita in caso di morte dell’assicurato.

Queste polizze non sono più detraibili se sottoscritte dal 31 dicembre 2000. Quindi il beneficio fiscale si traduce solo nella compensazione fiscale dei guadagni/perdite dell’investimento e nel fatto che per quanto riguarda i beneficiari, non rientrano nel calcolo del patrimonio soggetto ad imposta di successione e donazione.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

Per consultare gli altri articoli del corso di educazione finanziaria clicca qui