Le Gestioni Separate sono gestioni finanziarie operate da compagnie assicurative separatamente dai loro patrimoni. Significa che se dovesse succedere qualcosa alla compagnia i nostri soldi non possono essere toccati.

Le GS investono per lo più in titoli di stato e sovranazionali e in parte residua in obbligazioni societarie e fondi di investimento o azioni.

La peculiarità di queste polizze è data:

– dalla garanzia del capitale a scadenza (tolti i costi e i caricamenti. Quindi è molto importante fare attenzione a quanto costano)

– da un rendimento minimo garantito (che da ormai più di dieci anni è pari a 0% cioè se mi va male riprendo i miei soldi meno i costi e basta)

– dall’esenzione dei bolli di stato dello 0,20%

– dal fatto che il danaro ricevuto dagli eredi in caso di morte dell’assicurato, non rientra nell’asse ereditario, ma solo per la quota fuori dalla legittima.

Per intenderci sono le classiche polizze che sottoscrivevano i nostri nonni e i nostri genitori, che fino a qualche anno fa hanno dato risultati sufficienti e che oggi bisogna monitorare con attenzione.

Sottoscrivere una di queste polizze ci obbliga a restarci dentro fino a scadenza, pena pagare delle penali per riavere i nostri soldi. E solitamente non è possibile farlo, mai prima del secondo anno.

Si possono sottoscrivere sia in forma di versamento unico, che periodico e il rendimento annuo può essere corrisposto in forma di cedola staccata sul conto corrente o come rivalutazione del capitale che resta acquisita. Cioè se un anno la gestione guadagna il 2% l’anno dopo il rendimento successivo si somma a questo 2%.

In pratica la compagnia ha un portafoglio titoli che dà un rendimento cedolare anno per anno e noi partecipiamo a quel rendimento in quota parte. Questa parte che ci viene data si chiama aliquota di retrocessione e di solito è almeno dell’80%.

Gli interessi che percepiamo da questi strumenti sono in genere tassati intorno al 20% perché si fa media tra quanti titoli di stato e non ci sono nel portafoglio di investimento.

Un’altra caratteristica importante è che non vediamo “ballare” il valore del nostro investimento, in quanto si investe al cosi detto “costo storico”, cioè se anche i titoli che compriamo sono sopra alla pari e dovessero scendere a noi non importa. Quello è un rischio che si accolla l’assicurazione. Ecco perché ci fa pagare penale se usciamo prima del tempo pattuito.

Queste sono polizze caso vita, cioè se alla scadenza sono in vita posso decidere se prendere tutto il capitale o farmelo restituire sotto forme di rendita negli anni. A me o ai beneficiari indicati nel rispetto delle quote di legittima che la legge italiana prevede in materia di eredità. E che affronteremo più avanti.

Queste polizze non sono né deducibili né detraibili (se non in ragione della componente caso morte che eventualmente può essere inserita nel contratto.

Qualora sia prevista una quota di premio a copertura del caso morte (TCM) la polizza a gestione separata, prende il nome di Polizza Mista.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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