La TCM è un contratto con il quale, pagando un premio all’assicurazione, copro il rischio di morte.

Io pago una certa cifra che viene stabilità in base alla mia età, il mio stato di salute e il capitale che voglio venga corrisposto ai miei eredi se passo a miglior vita, nulla mi viene restituito se non mi succede niente. In pratica funziona come l’assicurazione dell’auto.

Il premio è solitamente annuo, ma in alcuni casi si può frazionare mensilmente, trimestralmente e semestralmente, in genere con un aggravio di costi. La durata della polizza si stabilisce in sede di apertura di contratto, in genere va dai 10 ai 20 anni. La durata contrattuale in questo caso serve alla determinazione del premio annuo da pagare, ma già dopo il primo anno, se voglio posso disdirla senza nessun obbligo. Ovviamente non ho più copertura in caso di sinistro anche se il contratto iniziale prevedeva 20 anni.

Fiscalmente non si pagano bolli né tasse sui guadagni in conto capitale, perchè non ce ne sono. In gergo infatti queste polizze vengono chiamare “puro rischio”.

Ci sono le TCM a capitale costante (ossia per tutta la durata del contratto, in qualsiasi momento avvenga il sinistro, i beneficiari hanno diritto alla stessa cifra) e quelle a capitale decrescente (mano a mano che ci si avvicina alla scadenza, il premio per il sinistro diminuisce)

Le TCM a capitale costante sono ideali per tutelare i propri cari in qualunque situazione, quelle a capitale decrescente, solitamente si affiancano ad un debito per esempio un prestito o un mutuo.

La particolarità di questi strumenti sta nel fatto che non sottostanno alla legge sulla quota di legittima. In pratica sono fuori dall’asse ereditario e non si ha obbligo di darli per forza ai miei eredi legittimi, come la legge indica in Italia.

Se sottoscrivo una di queste polizze, il capitale che verrà corrisposto, posso intestarlo a chi voglio: ai miei parenti, amici, enti di beneficenza (o amanti!!!!).

Dal 31/12/2000 sono le uniche polizze che danno ancora diritto ad una detrazione fiscale insieme a quelle per l’invalidità permanente (LCM), in misura del 19% del premio fino ad un massimo di 530 euro l’anno.

In pratica se pago 1000 euro l’anno, posso detrarre 190 euro dall’importo dovuto per l’IRPEF.

Il beneficio fiscale ovviamente non è il solo vantaggio di queste polizze, come detto in precedenza, io assicuro che i miei cari abbiano una cifra su cui contare se io dovessi mancare all’improvviso, specie se sono unico apportatore di reddito in famiglia.

Altro motivo interessante riguarda appunto il fatto che essendo fuori dall’asse ereditario, queste polizze mi aiutano a prendermi cura di quei miei cari che legittimamente non sono tutelati in pieno dalla legge, come i conviventi o persone “moralmente” a carico.

Marianna Genovese – Consulente Finanziario certificato EFPA

mariannagenov@gmail.com

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