Non accenna a placarsi la polemica alle parole del ministro per l’istruzione in visita nel napoletano, “Più fondi al Sud? No, impegnatevi” aveva detto. Bussetti ha poi cercato di ricucire spiegando che le sue parole erano state strumentalizzate e che lui ama il sud. Inutile. Per Di Maio il ministro dovrà chiedere scusa.

Intanto questa mattina ai microfoni dell’emittente radiofonica Rtl 102.5 sulla questione è intervenuto Antonello Giannelli Presidente dell’Associazione Nazionale Presidi.  ‘’Non si può screditare un’intera area del paeseha spiegato Giannelli -. Il ministro ha comunicato un senso di sfiducia nei confronti dei colleghi del meridione e questo non è accettabile’’.

Il ministro Bussetti durante la sua visita a Napoli ha poi spiegato che il problema della scuola non è tanto un problema di risorse ma di qualità della spesa. ‘’Il problema delle risorse esiste – ha poi detto Giannelli – perché gli edifici del sud sono mediamente molto più malridotti di quelli del nord. E questo evidentemente dipende dagli enti locali e ovviamente i finanziamenti arrivano dall’autorità centrale. C’è poi il problema degli strumenti, in primis il salario accessorio, strumento per migliorare la qualità e che sappiamo tutti è stato ridotto’’.

‘’Non bisogna aspettare che qualcuno aiuti e sul rimboccarsi le maniche siamo tutti d’accordo, ma non è questo il modo di dirlo – spiega Giannelli -. Ci sono tante strutture che lavorano benissimo al sud e pensiamo alla dispersione scolastica’’. I dati in questo senso sono indiscutibili: un giovane meridionale trascorre a scuola mediamente la metà del tempo di un suo collega del Nord; il tempo pieno, che in molte regioni italiani raggiunge percentuali altissime, al Sud non supera l’8%. Se poi parliamo di abbandono scolastico, in alcune zone di Napoli è oltre il 25%.

‘’Le responsabilità circostanziali vanno benissimo, quello che non va bene è dire il sud lavori di più – conclude Giannelli-. La trovo una risposta semplicistica ad un problema molto più complesso’’.