Una festa golosa ma anche l’occasione per conoscere Angelo Ranieri, campione del mondo del Trofeo Caputo 2017, per la categoria Pizza Stagione. E l’attesa non delude le aspettative.

Jacques Attali, citava su L’Actualité, 2000 – ” Se esiste un piatto universale, non è l’hamburger ma la pizza, perché si limita a una base comune − l’impasto − sulla quale ciascuno può disporre, organizzare ed esprimere la propria differenza“.

Totò Sapore

Ed è la stagionalità dei prodotti territoriali ad alimentare la fantasia di Angelo per le sue pizze,  e la differenza si esprime nel risultato finale:  equilibrio di profumi e sapori, nonché leggerezza e digeribilità dell’impasto.

Sempre impegnato con tutta la sua famiglia nella conduzione del locale pilota di Napoli ” Totò Sapore” in Viale Gramsci e nella gestione diretta di altri locali, in Salerno, Napoli, Agropoli, Caserta;  ha voluto organizzare con Renato Rocco –  direttore de il magazine La Buona Tavola –  una serata per presentare alla stampa, ai food blogger  e agli appassionati del settore, le sue pizze di stagione.

” ‘A Stagione”, che ha vinto il premio Trofeo Caputo 2017. Il successo è nel sapore, ampliato dalla gamma dei prodotti territoriali che l’hanno caratterizzata: provola di Tramonti, peperoncini verdi, pomodorini rossi del Vesuvio e gialli, basilico e scagli di Provolone del Monaco.

 

Pizza ” ‘A Stagione ” – Primo premio Trofeo Caputo 2017 categoria Pizza Stagione

Le altre pizze realizzate da Angelo, che faranno da spunto nella carta del suo menu di stagione sono:

  • la pizza ” Mammà” , e si rievocano i ricordi dell’adolescenza, quando la mamma gli preparava un “ruoto” di pasta, polpette, ricotta  e melanzane; ed eccoli quei ricordi nei sapori della tradizione sul suo impasto fragrante;

Pizza “Mammà”

  • la pizza ” Autunno in Costiera“, presentata in anteprima, farcita con provola di Tramonti, funghi porcini, provolone del Monaco e pomodorini gialli.

Pizza “Autunno in Costiera”

Non solo pizza. Ed ecco la cucina tradizionale di Angelo, fare il suo ingresso in sala, con sua maestà la “Genovese“. Profumi di terra, “terra di cipolle”,  cotte a fuoco lento. Un ragù bianco che esalta un piatto di pasta semplice. Parafrasando Federico Fellini  – “La vita è una combinazione di pasta e magia” .

 

Pasta ” La Genovese”

Le degustazioni delle pizze sono state accompagnate dalle birre artigianali Alkimia –  di Roberto Paolo – realizzate esclusivamente con materie prime naturali della migliore qualità, senza alcun tipo di additivo. Nascono all’ombra del Taburno con l’utilizzo solo di malti d’orzo selezionati, con l’aggiunta in qualche caso di frumento crudo (Stregabianca) o frumento maltato (Artemisia).

Dulcis in fundo, Angelo ha fatto degustare la sua ” Pastiera d’Autunno” – una crostata di ricotta, crema di castagne e cioccolato – a cui ha abbinato “Bomba d’Amore” , falanghina spumantizzata, prodotta da uva falanghina delle falde del Vesuivio. Presente la produttrice Felicia Annarumma che ci ha guidati con eleganza e professionalità nella degustazione.

Ospiti d’onore: Carmine Caputo, Sergio Miccu dell’Associazione APN, Angelo Pisani Presidente dell’Associazione Noi Consumatori, Michele Leo Campione del Trofeo Caputo , Umberto Fornito Cavaliere della Repubblica e Giuseppe de Girolamo giornalista de Il Roma, portavoce dei pizzaioli per la salvaguardia dell’arte della pizza.

Nello spirito dell’evento il Magazine “La Buona Tavola” – affiancata dalle Associazioni che rappresentano la categoria dei pizzaioli – ha lanciato una petizione per l’impiego di risorse destinate alla valorizzazione in Italia e all’estero dell’arte della pizza Napoletana.

“Un impegno che sia almeno pari alle risorse impiegate attualmente per l’insediamento produttivo di una grande multinazionale, che produrrà pizze congelate da esportare sul mercato globale, portando ad un inevitabile distorsione del classico prodotto che ci ha resi celebri in tutto il mondo.”Renato Rocco

Quando si parla di ” Pizza” nel mondo si pensa subito a Napoli e al suo passato fatto di tradizioni secolari. Ma si pensa anche al suo presente: campionati di pizza, pizzaioli che investono in aperture di altre pizzerie all’estero, pizzaioli che si fanno portavoce della pizza tradizionale, ma anche della sua evoluzione gourmet; le associazioni che lottano per il riconoscimento professionale del pizzaiolo o almeno che l’arte del pizzaiolo sia riconosciuta quale patrimonio UNESCO, tutto ciò che sta contribuendo a sedimentare l’identità di una cultura tradizionale.

Romina Sodano

Interviste: Angelo Ranieri – Sergio Miccù – Renato Rocco