PINO DANIELE – PARTE II

a) INIZIO DI UNA CARRIERA

Inventore di un nuovo stile musicale che lui stesso denominò
“Tarumbò”, per indicare la “fusione tra tarantella e blues, che riteneva l’emblema delle sue culture di appartenenza, PINO DANIELE fu uno dei musicisti più originali e innovativi del panorama italiano.
La sua tecnica strumentale e compositiva fu influenzata dalla musica rock, dal jazz di Armstrong e soprattutto dal genere blues.
La sua musica era una sintesi tra elementi musicali e linguistici diversi, tenuti insieme da uno stile personalissimo.

Nato a Napoli nel quartiere Porto, Pino Daniele, primogenito di sei fratelli, era figlio di un modesto lavoratore portuale.
Dopo i primi anni, vissuti in condizioni economiche disagiate, fu affidato a due zie che si presero cura di lui , offrendogli una sistemazione più decorosa.
Frequentò le scuole elementari all’Istituto Oberdan, nella stessa classe di ENZO GRAGNANIELLO.
Pino era un bambino molto diligente e puntiglioso, appassionato di musica fin da piccolo.
Frequentò le scuole superiori all’Istituto Armando Diaz diplomandosi in ragioneria e, contemporaneamente, imparò a suonare la chitarra da autodidatta, proprio nel periodo del Sessantotto, assimilando dalla contestazione molte delle istanze che furono alla base della sua formazione culturale e artistica.

Con un compagno di scuola fondò il complesso dei New Jet, ma le sue prime esperienze significative furono con il complesso musicale BATRACOMIOMACHIA, fondato con altri musicisti, fra cui RINO ZURZOLO, ENZO AVITABILE, ENZO CIERVO.
Il Gruppo si riuniva in un locale di Vico Fontanelle nel Rione Sanità
dove per anni si incontrarono alcuni dei futuri protagonisti della musica napoletana contemporanea, da EDOARDO BENNATO al Gruppo degli OSANNA.
La prima esecuzione di Pino Daniele come chitarrista fu nell’Album Suspiro di Jenny Sorrenti, sorella del più famoso Alan.
Nello stesso periodo partecipò a un album di Gianni Nazzaro e accompagnò Bobby Solo in un Tour.

b) IL 1976 E LA SVOLTA PROFESSIONALE

PINO DANIELE entrò a far parte, come “bassista” dei NAPOLI CENTRALE , in cui venne a contatto con i migliori strumentisti napoletani , ma soprattutto con JAMES SENESE, il bravo sassofonista napoletano che avrebbe poi contribuito in maniera determinante alla formazione e alla crescita di Pino come musicista, collaborando alla realizzazione di alcuni dei suoi primi album, come PINO DANIELE del 1979, NERO A METÀ del 1980 e VAI MO’ del 1981.
Il 1976 era stato anche l’anno dei suoi primi 45 giri, riuniti poi nel 1977 nel mitico Album d’esordio TERRA MIA che, pur essendo il primo lavoro , contiene numerosi brani che negli anni successivi assursero a un “ruolo iconico” , come “Terra Mia”, “Na tazzulella ‘e cafè”, “Libertà” e soprattutto “Napule è “, composta a soli 18 anni, che sarebbe diventata nel tempo “un vero MANIFESTO per l’autore e per l’intera città ” .
“Na tazzulilla ‘e cafè ” diventò presto famosa grazie a Renzo Arbore, allora conduttore della trasmissione “Alto Gradimento”, che la lanciò alla radio.
Gli anni settanta si chiusero con la pubblicazione dell’Album PINO DANIELE, con il quale avvenne il suo definitivo distacco dalle influenze della musica partenopea, per abbracciare le sonorità blues.
L’Album contiene numerosi brani che diventarono poi dei “classici”, come “Je so pazzo”, “Je sto vicino a te”, “Chi tene ‘o mare” ( con il contributo di JAMES SENESE ), e altri brani fra cui
“Putesse essere allero”, “Basta na journata ‘e sole” e “Donna Cuncetta”.

Nella PARTE III mi occuperò della produzione di Pino Daniele degli Anni Ottanta.

Clicca qui per la prima parte> http://www.napoliflash24.it/pino-daniele-sua-fan-piemontese-parte/

Fernanda Zuppini