A cinque anni dalla sua scomparsa, a Napoli il suo cuore batte sempre più forte

Sono passati cinque anni da quel maledetto giorno il cui Pino Daniele ci ha lasciati orfani delle sue esibizioni. Ma non orfani di lui e della sua musica, che ogni giorno di più rappresenta il cuore e l’anima della sua Napoli. Si potrebbe parlare della sua straordinaria carriera, partita da un vicolo del centro per arrivare a suonare con i ‘mostri sacri’ della musica italiana e mondiale, come nel tour con Francesco De Gregori, Fiorella Mannoia e Ron, o nei duetti con Pat Metheny ed Eric Clapton, solo per citarne alcuni. Si potrebbero elencare alcuni dei suoi numerosissimi successi; si potrebbe parlare della sua tecnica nel suonare la chitarra, di tutti i vari generi musicali che ha toccato nella sua carriera. Ma sono cose che tutti sanno e conoscono bene. E allora parliamo di qualcosa di molto più importante che Pino Daniele ha toccato con la sua musica: i cuori e le anime di tutti noi. In questa vita c’è bisogno/di più anima. cantava Pino in uno dei suoi tanti e bellissimi capolavori che ti arrivavano diritti al cuore. La canzone napoletana è la più conosciuta al mondo, e nei secoli ha descritto in modi diversi l’anima di Napoli e dei suoi abitanti; da Funiculì funicolà’ di Luigi Denza alla Tammurriata nera’ di Nicolardi e E.A.Mario, non si contano i brani e i modi in cui la nostra città è stata cantata. Pino Daniele questi modi li conosceva tutti e li ha fatti suoi continuando a descrivere la sua amata Napoli, ma come nessuno lo aveva mai fatto prima, o meglio, facendolo in ognuno dei modi che aveva imparato ascoltando quei famosi brani, riuscendo a colpire chi ascoltava proprio nel punto a lui tanto caro: nel cuore e nell’anima. Pino Daniele ha scritto di Napoli e dei suoi problemi atavici in brani celebri come ‘Je so’ pazzo’,  ‘Na tazzulella ‘e cafè’ e ‘Maronna mia’, delle sue leggende come in ‘Bella ‘mbriana, dei personaggi di Napoli, come in Donna Cuncetta’ e ‘Chillo è nu buono guaglione’, della napoletanità, come in Putesse essere allero’ o Appocundria. E ci ha lasciato un capolavoro in cui dipinge Napoli in ogni sua sfumatura, e lo fa in modo talmente toccante che ancora oggi a molti, quando la ascoltano, viene un nodo in gola, ma soprattutto sentono Pino e il suo cuore battere ancora forte a Napoli, forse anche più di quando era vivo: ‘Napule è.

Napule è Pino Daniele, forse lo è stata fin dal 1977, anno del suo primo album, certamente lo è ora e lo è ogni giorno di più da quando il suo cuore si è fermato. Ma solo nel corpo, perché quello che ha messo nelle sue canzoni continua a battere sempre più forte in città e fa cantare tutti una sola frase: Napule è Pino Daniele!